Il Kazakistan ha concluso la campagna di raccolta dei cereali del 2026 con una produzione complessiva di 24,3 milioni di tonnellate, uno dei risultati più elevati registrati negli ultimi 15 anni. A comunicarlo è stato il Ministero dell’Agricoltura del Paese, che ha sottolineato come, nell’arco di questo periodo, soltanto due annate abbiano fatto segnare volumi superiori. Un risultato significativo per uno dei principali produttori ed esportatori di cereali dell’Asia centrale, nonostante una produzione inferiore rispetto ai 27 milioni di tonnellate raggiunti nel 2025.
Oltre ai quantitativi raccolti, i primi dati diffusi dalle autorità kazake evidenziano caratteristiche qualitative favorevoli, soprattutto per quanto riguarda il grano tenero. Secondo le analisi preliminari, circa il 72% del prodotto conferito ai silos rispetta gli standard della terza classe, una categoria di riferimento nella classificazione commerciale del frumento. Il 48% dei campioni esaminati presenta inoltre un contenuto di glutine superiore al 28%, un parametro importante per valutare le caratteristiche tecnologiche del cereale e la sua destinazione alle lavorazioni industriali.
Particolarmente positivi i risultati registrati nella regione di Akmola, una delle tre principali aree cerealicole del Kazakistan, dove il grano appartenente alla terza classe rappresenta il 90% del raccolto. Nella stessa regione, il 70% della produzione è costituito da frumento ad alto contenuto proteico, identificato commercialmente come Hi-Pro, particolarmente richiesto per la produzione di farine destinate alla panificazione.
Il confronto con la precedente campagna evidenzia tuttavia una contrazione dei volumi complessivi. Nel 2025 la produzione cerealicola aveva raggiunto 27 milioni di tonnellate, con un incremento del 2% rispetto all’anno precedente. La resa media si era attestata a 17 quintali per ettaro, contro i 16 quintali del 2024, confermando un miglioramento della produttività agricola.
Rispetto a quei risultati, il raccolto del 2026 presenta una diminuzione di 2,7 milioni di tonnellate, pari al 10%, pur mantenendosi su livelli storicamente elevati. La qualità del frumento rappresenta comunque un elemento importante per la competitività del settore cerealicolo kazako sui mercati internazionali, dove il contenuto proteico e le caratteristiche merceologiche incidono sulla valorizzazione delle produzioni e sulle opportunità commerciali.
I dati, riportati dall’agenzia Interfax e diffusi dall’ufficio ICE di Almaty, confermano dunque il peso del Kazakistan nel mercato cerealicolo regionale, in un contesto nel quale la disponibilità di grano di qualità costituisce un fattore rilevante per gli scambi con i Paesi importatori.



















