Istat: vendite alimentari in aumento dell’1,7% ma si acquistano meno prodotti

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Le vendite alimentari continuano a crescere in valore, ma non nelle quantità acquistate. È quanto emerge dai dati Istat sul commercio al dettaglio relativi a settembre 2026, che fotografano un mercato ancora caratterizzato da una sostanziale stagnazione dei volumi e da andamenti differenti tra i canali distributivi. Rispetto allo stesso mese del 2025, le vendite di prodotti alimentari sono aumentate dell’1,7% in valore, mentre in volume hanno registrato una flessione dello 0,1%. Una distanza tra i due indicatori che conferma come la crescita degli incassi non corrisponda necessariamente a un aumento delle quantità vendute.

Il confronto con agosto evidenzia una situazione di stabilità per il comparto alimentare in termini di valore, accompagnata da una diminuzione dello 0,3% dei volumi. Ancora più significativo il bilancio del terzo trimestre, durante il quale le vendite alimentari sono diminuite dello 0,3% in valore e dello 0,5% in volume rispetto ai tre mesi precedenti. Considerando i primi nove mesi dell’anno, il settore registra invece un incremento dell’1,9% in valore, a fronte di una contrazione dello 0,3% delle quantità vendute.

L’analisi delle diverse forme distributive mette in evidenza risultati differenti. Nella grande distribuzione, le vendite alimentari sono aumentate dell’1,8% in valore rispetto a settembre 2025, mentre i volumi sono rimasti invariati. Più difficile la situazione delle imprese alimentari operanti su piccole superfici, che hanno registrato una crescita dell’1% in valore, accompagnata da una diminuzione dello 0,8% in volume.

Tra le diverse tipologie di punti vendita, sono soprattutto i discount alimentari a distinguersi per i risultati positivi. A settembre il canale ha registrato un incremento del 3,3% in valore e dell’1,4% in volume, mostrando una crescita anche delle quantità vendute. Diverso l’andamento dei supermercati, che hanno visto aumentare le vendite dell’1,5% in valore, ma diminuire dello 0,4% in volume. Ancora più marcata la flessione degli ipermercati, dove a un incremento dello 0,7% degli incassi ha corrisposto una contrazione dell’1,2% dei volumi.

Nei primi nove mesi del 2026, i discount alimentari hanno registrato una crescita del 2,4% in valore e dello 0,2% in volume, mentre i supermercati hanno segnato un aumento del 2,2% in valore, con quantità complessivamente stabili. Gli ipermercati hanno invece chiuso il periodo con un incremento dell’1,5% in valore e una diminuzione dello 0,8% in volume.

Nel complesso, il commercio al dettaglio italiano ha registrato a settembre una crescita tendenziale dell’1,6% in valore e una diminuzione dello 0,1% in volume. Il quadro restituito dall’Istat evidenzia quindi una domanda alimentare ancora debole sul fronte delle quantità acquistate, con i discount che mostrano una maggiore tenuta rispetto agli altri principali canali della distribuzione moderna.

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