Conserve Italia celebra i suoi primi cinquant’anni guardando al futuro dell’industria agroalimentare italiana e lo fa da Pomposa, nel Ferrarese, dove ha presentato ufficialmente la “Pomposa Smart Factory”, simbolo del nuovo modello produttivo del gruppo cooperativo. L’evento ha rappresentato anche l’occasione per annunciare la conclusione del piano investimenti 2023-2026, un programma da 86,9 milioni di euro che ha coinvolto sette stabilimenti italiani e la sede centrale di San Lazzaro di Savena, con oltre metà delle risorse concentrate proprio sul polo produttivo di Pomposa.
Lo stabilimento ferrarese è stato trasformato in una vera fabbrica intelligente grazie all’introduzione di evaporatori di ultima generazione per il pomodoro, sistemi intralogistici automatizzati con navette autoguidate, ampliamento del magazzino automatico fino a 120mila posti pallet e nuove aree dedicate alla conservazione di legumi e semilavorati. Parallelamente, il gruppo ha investito nel rinnovo delle linee produttive e nell’installazione di tecnologie avanzate per migliorare qualità, capacità produttiva e flessibilità industriale, puntando anche sulla produzione di legumi monodose sottovuoto e sul potenziamento delle linee dedicate alla polpa fine e al cubettato.
Secondo il presidente Maurizio Gardini, il progetto rappresenta la sintesi della strategia cooperativa del gruppo: “Vogliamo innovare per valorizzare la materia prima dei soci e garantire competitività al sistema agroalimentare italiano”. Uno degli aspetti centrali del piano riguarda la sostenibilità ambientale. Gli interventi realizzati hanno consentito di ridurre le emissioni annue di CO₂ di circa 12mila tonnellate rispetto agli anni precedenti, inserendosi in un percorso più ampio che tra il 2019 e il 2024 ha già portato a un taglio di oltre 54mila tonnellate di emissioni.
Il gruppo punta ora a incrementare fino al 42% la quota di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili e a ridurre ulteriori 39mila tonnellate di CO₂ entro il 2027. Il direttore generale Pier Paolo Rosetti ha sottolineato come il piano non rappresenti soltanto un insieme di investimenti tecnologici, ma “un modello di sviluppo che punta a rendere la filiera più efficiente e sostenibile”.
Al centro della trasformazione industriale c’è anche la digitalizzazione dei processi produttivi. La gestione integrata tra fabbrica e logistica permette infatti di monitorare in tempo reale le attività industriali, migliorando controllo, sicurezza ed efficienza energetica. Il direttore operativo Gabriele Brignani ha definito il nuovo sistema produttivo “un passaggio fondamentale verso un modello industriale sempre più data-driven”, grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate e sistemi automatizzati in grado di ridurre consumi ed emissioni.
L’appuntamento di Pomposa ha avuto anche un forte valore simbolico per ripercorrere la storia di Conserve Italia, nata ufficialmente il 24 maggio 1976 dall’unione delle cooperative ortofrutticole emiliano-romagnole con l’obiettivo di rafforzare la filiera italiana attraverso produzione, trasformazione e commercializzazione integrate.
Oggi il gruppo rappresenta una delle principali realtà conserviere europee e continua a puntare sui suoi marchi storici, da Cirio a Valfrutta, passando per Yoga, Derby Blue e Jolly Colombani, mantenendo saldo il legame con il modello cooperativo e con il territorio. Le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario proseguiranno nei prossimi mesi con un open day previsto a settembre e con un grande evento conclusivo a fine anno dedicato a soci, dipendenti, istituzioni e stakeholder.



















