Panfé chiude il 2026 con un fatturato in crescita del 20% e prepara una nuova fase di espansione. La catena, attiva nella panificazione e nella caffetteria, conta oggi oltre 26 locali nelle principali città del Nord Italia e punta a raggiungere 40 punti vendita entro il 2027, con almeno dieci aperture già programmate.
Il piano si inserisce in un percorso di crescita sostenuta: negli ultimi cinque anni il fatturato è aumentato in media del 18% all’anno, mentre i clienti stimati per il 2026 superano i 3 milioni. La rete, intanto, è raddoppiata nell’arco di quattro anni.
Alla base del format c’è un’offerta che copre l’intera giornata, dalla colazione all’aperitivo, combinando produzione artigianale e organizzazione di catena. Il laboratorio interno realizza oltre 980 mila chilogrammi di prodotti da forno all’anno, lavorati con lievito madre, biga e ingredienti selezionati. Nei locali l’assortimento raggiunge circa 400 referenze, di cui 200 food.
La crescita ha coinvolto anche la struttura occupazionale. I dipendenti sono passati da 238 a gennaio a 292 a giugno. Il 79% è assunto a tempo indeterminato, mentre le donne rappresentano il 69% dell’organico, comprese le posizioni di responsabilità.
Nel novembre 2025 Panfé ha ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere. Un passaggio che accompagna il rafforzamento organizzativo e segnala la volontà di sostenere lo sviluppo della rete con politiche orientate alla stabilità, alla formazione e alla crescita interna.
L’obiettivo di medio periodo resta più ampio: arrivare a 100 punti vendita in Italia. Per l’amministratore delegato Alberto Salvadego, ogni nuova apertura deve rafforzare la presenza del marchio nei quartieri e trasformare il negozio in un punto di riferimento quotidiano.



















