Danone chiude il terzo trimestre del 2026 con un fatturato di 7,23 miliardi di euro, in crescita del 5,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e del 4% a parità di perimetro e cambi. Il gruppo francese conferma così il proprio andamento positivo, sostenuto soprattutto dalla nutrizione specializzata, dai prodotti ad alto contenuto proteico e dalle acque minerali, pur registrando alcune difficoltà in Nord America e nel mercato asiatico.
La crescita organica delle vendite è stata determinata principalmente dall’aumento dei prezzi, che ha contribuito per 3,6 punti percentuali, mentre l’effetto combinato di volumi e mix di prodotti si è attestato a +0,4%. Nei primi nove mesi dell’anno il fatturato ha raggiunto 21,18 miliardi di euro, con un incremento del 2,9% a valori correnti e del 3,6% su base comparabile.
A livello geografico, l’area EMEA, che comprende Europa, Medio Oriente e Africa, ha registrato ricavi per 3,22 miliardi di euro, in crescita organica del 3,9%. In Europa l’incremento è stato dell’1,9%, sostenuto soprattutto dai prodotti lattiero-caseari e vegetali, con risultati positivi per i marchi Danone, Alpro, Activia e High Protein, in particolare in Francia, Spagna e Regno Unito. Buona anche la performance delle acque minerali, con Volvic in crescita a doppia cifra.
Nelle Americhe le vendite hanno raggiunto 2,37 miliardi di euro, con un aumento organico del 4,4%. Il Nord America ha registrato una crescita più contenuta, pari al 2,4%, accompagnata da una contrazione dello 0,6% nella componente volumi e mix. Danone ha annunciato interventi per migliorare l’esecuzione commerciale e rafforzare l’innovazione, oltre alla nomina di una nuova leadership per le attività statunitensi. Particolarmente positiva la nutrizione specializzata, grazie ai marchi Aptamil, Neocate e Kate Farms.
Nell’area Asia-Pacifico il fatturato è salito a 1,65 miliardi di euro, con una crescita organica del 3,6%. La nutrizione specializzata ha mantenuto un andamento favorevole, mentre il comparto delle acque ha risentito delle difficoltà del marchio Mizone, penalizzato dalle condizioni meteorologiche sfavorevoli. La flessione del brand ha sottratto circa un punto percentuale alla crescita organica complessiva del gruppo.
Per categorie, i prodotti lattiero-caseari e vegetali hanno generato 3,41 miliardi di euro, in aumento organico del 3,6%, mentre la nutrizione specializzata ha raggiunto 2,45 miliardi, con un progresso del 4,7%. Le acque minerali hanno registrato ricavi per 1,37 miliardi, anch’essi in crescita del 3,6%.
Alla luce dei risultati, Danone ha confermato le previsioni per l’intero 2026, con una crescita organica delle vendite compresa tra il 3% e il 5% e un incremento dell’utile operativo ricorrente superiore a quello del fatturato. Il gruppo ha inoltre annunciato l’intenzione di riacquistare circa 3,5 milioni di azioni proprie entro la fine dell’anno, destinate ai piani di azionariato dei dipendenti.
Tra le operazioni più recenti figura anche il completamento dell’acquisizione di Huel, società specializzata in soluzioni alimentari nutrizionalmente complete, consolidata nei conti da settembre. Il gruppo prosegue così il rafforzamento del proprio portafoglio nei segmenti legati alla salute e alla nutrizione, considerati centrali per la crescita futura.



















