Si conclude dopo pochi mesi la sperimentazione dei carrelli intelligenti nei supermercati Morrisons. La catena britannica ha deciso di interrompere il progetto avviato a luglio in collaborazione con Instacart, dopo che il gruppo tecnologico statunitense ha annunciato l’abbandono della piattaforma Caper Carts, sviluppata per consentire ai clienti di registrare automaticamente i prodotti inseriti nel carrello e conoscere in tempo reale l’importo della spesa.
La sperimentazione era stata avviata in un unico punto vendita Morrisons, ad Ashton-on-Ribble, nella città di Preston, con l’obiettivo di verificare le potenzialità dell’intelligenza artificiale applicata all’esperienza d’acquisto. I carrelli erano dotati di telecamere, bilance e uno schermo touchscreen integrato, attraverso il quale i consumatori potevano controllare i prodotti selezionati e il totale progressivo della spesa, senza dover utilizzare scanner portatili o passare ogni articolo alla cassa.
Una volta terminati gli acquisti, i clienti potevano dirigersi verso una corsia dedicata e completare il pagamento attraverso la scansione di un codice a barre, riducendo le operazioni normalmente necessarie al checkout.
La decisione di interrompere il progetto è legata soprattutto alla strategia di Instacart, che ha annunciato il ritiro della tecnologia anche dal mercato statunitense, dove i carrelli intelligenti erano stati introdotti presso insegne come Schnucks e Wegmans. Secondo la società, l’adozione da parte dei retailer non è cresciuta abbastanza rapidamente da giustificare ulteriori investimenti nello sviluppo della piattaforma.
Morrisons ha spiegato che la sperimentazione ha comunque permesso di acquisire informazioni utili sull’evoluzione delle abitudini di acquisto dei consumatori. L’insegna ha inoltre confermato l’intenzione di continuare a testare nuove soluzioni tecnologiche per rispondere alle esigenze della clientela.
La conclusione del progetto evidenzia alcune difficoltà nell’introduzione di strumenti digitali che modificano direttamente le modalità di acquisto. I carrelli intelligenti richiedono infatti ai consumatori di familiarizzare con un sistema diverso da quello tradizionale, senza che i vantaggi in termini di velocità e semplicità risultino necessariamente sufficienti a favorirne una diffusione su larga scala.
Diverso appare il percorso delle applicazioni dell’intelligenza artificiale utilizzate per migliorare l’efficienza operativa dei supermercati. Proprio Morrisons ha ottenuto risultati positivi con l’impiego di telecamere intelligenti sugli scaffali, capaci di monitorare le disponibilità dei prodotti, individuare eventuali carenze e segnalare al personale la necessità di intervenire. Una soluzione che nel 2025 ha ricevuto un riconoscimento ai Grocer Gold Awards come iniziativa tecnologica dell’anno.
Il caso Morrisons conferma quindi come l’intelligenza artificiale nella distribuzione alimentare stia seguendo percorsi differenti: mentre alcune innovazioni rivolte direttamente ai clienti faticano a trovare un’applicazione commerciale sostenibile, le tecnologie destinate alla gestione delle scorte e all’organizzazione dei punti vendita sembrano offrire opportunità più concrete per i retailer.



















