Dopo mesi di ribassi, i mercati agricoli tornano a muoversi al rialzo e accendono nuovamente i riflettori sulle materie prime alimentari. A trainare la nuova fase di tensione sono soprattutto patate e cacao, che nelle ultime settimane hanno registrato forti aumenti delle quotazioni sui mercati internazionali, alimentati da fattori climatici, geopolitici ed energetici.
Secondo le analisi di Areté, sul mercato finanziario EEX il prezzo medio mensile delle patate ha segnato ad aprile un incremento del 143% rispetto a marzo, interrompendo una lunga fase deflattiva che aveva portato le quotazioni a perdere circa l’81% dal picco raggiunto ad agosto 2025.
L’inversione di tendenza arriva in un contesto caratterizzato da crescenti pressioni sui costi di produzione. A incidere sono soprattutto le tensioni sul mercato energetico, che stanno aumentando il costo delle lavorazioni agricole e della conservazione, oltre alle prospettive di una minore produzione europea.
Le stime preliminari indicano infatti un calo produttivo nell’Unione Europea del 9%, legato principalmente a una riduzione delle superfici coltivate pari al 5%. Un quadro che potrebbe avere ripercussioni anche lungo la filiera industriale, considerando il peso delle patate trasformate nel comparto alimentare europeo.
Ma è soprattutto il cacao a tornare sotto pressione dopo la fase di forte ridimensionamento registrata nei mesi scorsi. Sul mercato ICE Europe, le quotazioni della fava di cacao sono salite del 52% dalla fine di febbraio, invertendo il trend che tra l’inizio del 2025 e febbraio 2026 aveva portato i prezzi a perdere circa l’80%.
Secondo Areté, il recupero delle quotazioni è sostenuto principalmente dai timori sull’offerta globale. Le preoccupazioni riguardano in particolare la Costa d’Avorio, principale produttore mondiale, dove le condizioni climatiche stanno mettendo a rischio sia la parte finale del raccolto intermedio sia le prospettive per la prossima campagna 2026/27.
Gli operatori segnalano precipitazioni inferiori alla media e una formazione di baccelli più debole rispetto agli standard stagionali. Un elemento che alimenta i timori di una nuova stagione produttiva limitata, aggravata anche dalla crescente probabilità del ritorno del fenomeno climatico El Niño.
A complicare ulteriormente il quadro contribuisce anche il rialzo dei costi dei fertilizzanti, influenzato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. L’aumento dei costi produttivi, unito alla riduzione dei prezzi minimi garantiti agli agricoltori dell’Africa occidentale, rischia infatti di frenare gli investimenti nelle coltivazioni e ridurre ulteriormente la produttività futura.
Le nuove tensioni sulle commodity agricole arrivano in una fase già delicata per l’industria alimentare europea, che negli ultimi mesi ha dovuto fare i conti con l’instabilità delle materie prime e con consumatori sempre più sensibili ai prezzi.
Per le aziende della trasformazione, il ritorno della volatilità potrebbe tradursi in nuove pressioni sui margini e in possibili ripercussioni sui listini al consumo, soprattutto nei comparti dolciario e snack, fortemente esposti all’andamento del cacao.

















