PepsiCo rialza i listini degli snack “on the go” sul mercato americano

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PepsiCo si prepara ad aumentare i prezzi di alcune confezioni monodose di snack negli Stati Uniti, in risposta all’aumento dei costi di produzione, distribuzione e vendita al dettaglio. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il gruppo americano starebbe pianificando rincari compresi tra 10 e 20 centesimi su alcune confezioni di patatine attualmente vendute a 2,69 dollari.

L’incremento riguarderebbe in particolare i piccoli formati destinati al consumo “on the go”, inclusi alcuni sacchetti spesso promossi con offerte del tipo “due a un dollaro”, che potrebbero presto subire un riallineamento dei listini. Gli aumenti dovrebbero entrare in vigore nelle prossime settimane, mentre per una parte limitata dei prodotti il nuovo pricing scatterebbe dalla fine di giugno.

Secondo quanto riferito da un portavoce dell’azienda, la decisione non sarebbe direttamente collegata alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e all’aumento dei prezzi energetici causato dal conflitto con l’Iran, ma deriverebbe soprattutto dalla crescita delle spese operative sul mercato statunitense. In particolare, PepsiCo starebbe facendo i conti con costi più elevati lungo tutta la filiera, dalla produzione alla logistica fino agli oneri sostenuti nei punti vendita.

La mossa arriva in un momento delicato per il colosso del food & beverage, che negli ultimi mesi aveva adottato strategie promozionali e tagli di prezzo per sostenere le vendite degli snack salati negli Stati Uniti, in un contesto di consumi più prudenti. Ad aprile PepsiCo aveva infatti superato le aspettative di Wall Street anche grazie alla riduzione dei prezzi di alcuni prodotti snack, una scelta che aveva favorito il recupero dei volumi.

Il possibile aumento dei listini segnala tuttavia come la pressione inflattiva continui a incidere sui grandi gruppi alimentari internazionali, costretti a trovare un equilibrio tra tutela dei margini e mantenimento della competitività sugli scaffali. Negli ultimi trimestri molte multinazionali del largo consumo hanno dovuto affrontare l’aumento dei costi delle materie prime, dei trasporti e dell’energia, oltre a una maggiore sensibilità dei consumatori ai prezzi.

PepsiCo, che controlla marchi iconici nel segmento snack e beverage, non ha commentato ufficialmente le indiscrezioni riportate da Reuters e Bloomberg. Resta però evidente come il comparto degli snack monoporzione, molto diffuso nella distribuzione americana, sia diventato particolarmente esposto alle dinamiche di costo e alle strategie di pricing dei retailer.

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