Tommy Group mette sul mercato fino al 27% del capitale e punta a raccogliere 200 milioni

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Il gruppo croato Tommy, attivo nella distribuzione alimentare e nella produzione, prepara il debutto alla Borsa di Zagabria con un’offerta pubblica iniziale (IPO) che punta a raccogliere tra 180 e 200 milioni di euro. L’operazione rappresenta un passaggio strategico per uno dei principali operatori della distribuzione croata, intenzionato a rafforzare la propria presenza sul mercato nazionale e ad espandersi nell’area adriatica.

Il fondatore e presidente del consiglio di sorveglianza, Tomislav Mamić, ha confermato al quotidiano Slobodna Dalmacija che il prospetto dell’operazione è stato presentato all’autorità croata di vigilanza sui servizi finanziari (HANFA), con l’obiettivo di avviare le contrattazioni entro la fine di novembre.

L’offerta prevede il collocamento di una quota compresa tra il 25% e il 27% del capitale da parte degli attuali azionisti, mentre Mamić manterrà il controllo di maggioranza. Nell’operazione rientreranno tutte le principali attività del gruppo, comprese le catene distributive Tommy e Brodokomerc Nova, il produttore di prodotti da forno Bobis e l’azienda di lavorazione delle carni Petason. Sono inoltre previste condizioni agevolate per l’acquisto delle azioni da parte dei dipendenti e degli iscritti al programma fedeltà.

Sul piano economico, nei dodici mesi conclusi il 31 agosto 2026 Tommy Group ha registrato ricavi superiori a 800 milioni di euro e un EBITDA vicino a 86 milioni, in crescita del 12,7% rispetto all’intero esercizio 2025. Per la chiusura del 2026 il gruppo prevede ricavi superiori a 910 milioni di euro.

La situazione finanziaria evidenzia un significativo ridimensionamento dell’indebitamento bancario, sceso a 16,6 milioni di euro, oltre il 70% in meno rispetto alla fine del 2023. Il debito netto complessivo si attesta invece intorno a 54,6 milioni, pari a 0,6 volte l’EBITDA annuale.

Le risorse legate alla quotazione accompagneranno il piano di sviluppo, che comprende nuove aperture e acquisizioni in Croazia e nei mercati adriatici, con particolare attenzione alla Bosnia-Erzegovina. Tra le priorità figurano anche il potenziamento degli impianti produttivi di Bobis, la modernizzazione dei sistemi informatici, gli investimenti nelle tecnologie dedicate ai clienti e l’ottimizzazione dei costi logistici.

Il peso economico del gruppo emerge anche da uno studio indipendente realizzato nel 2025, secondo il quale le attività di Tommy sostengono l’1,05% del PIL croato e contribuiscono a generare 27.811 posti di lavoro nel Paese.

Il 92% del valore degli approvvigionamenti proviene da fornitori nazionali, attraverso una rete di 2.637 imprese croate, mentre i prodotti domestici rappresentano il 70% dell’assortimento sugli scaffali.

La rete Tommy conta attualmente 230 punti vendita distribuiti in nove contee croate e nella città di Zagabria. La quotazione punta così a sostenere una nuova fase di crescita, rafforzando l’integrazione tra distribuzione, produzione alimentare e filiera locale.

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