Quasi un consumatore spagnolo su due (48%) non è in grado di indicare alcun marchio percepito come innovativo nel settore alimentare e delle bevande. È quanto emerge dall’edizione 2025 del rapporto Las marcas de fabricantes más innovadoras, realizzato dalla società di consulenza Lantern. Lo studio, condotto online su un campione di 1.034 persone maggiorenni residenti in Spagna, rivela inoltre che la difficoltà nel riconoscere l’innovazione cresce con l’età: solo il 3% dei giovani sotto i 24 anni non cita alcun brand, contro il 14% degli over 64.
A guidare la classifica delle aziende più innovative è Bimbo, menzionata dal 61% degli intervistati, seguita da Gallo (46%) e Coca-Cola (45%). Nella top ten figurano anche Nescafé (43%), Pescanova (41%), Nestlé (40%), Estrella Galicia, Lay’s e Casa Tarradellas (tutte al 39%), oltre a Campofrío (33%). Per categorie, Bimbo domina nel comparto panificazione e pasticceria, Gallo in quello delle paste e risi, mentre Coca-Cola si conferma leader tra le bevande analcoliche.
Il rapporto sottolinea che i marchi più apprezzati non sono necessariamente quelli che introducono innovazioni radicali, ma piuttosto quelli con una lunga storia, un’identità riconoscibile e una presenza costante sul mercato. Le cosiddette innovazioni “stagionali” o in-and-out — come quelle di Lay’s o Estrella Galicia — rafforzano inoltre l’immagine dinamica delle aziende.
“Le marche che hanno saputo creare nuove categorie, restando vicine al proprio core business o spingendosi oltre, come Bimbo, Gallo o Campofrío, sono quelle che oggi godono di una reputazione più innovativa” spiega Jaime Martín, socio fondatore e CEO di Lantern. “Anche la capacità di entrare nella cultura quotidiana dei consumatori attraverso la comunicazione contribuisce a generare un’aura di innovazione” aggiunge.
Lantern evidenzia come età, familiarità con il marchio e frequenza di esposizione influenzino la percezione del grado di innovazione. Nel largo consumo, questa viene associata più al miglioramento del prodotto o al racconto di marca che a trasformazioni radicali dei modelli di business.
Più indietro invece la distribuzione moderna: nessuna insegna supera il 20% di citazioni come luogo in cui scoprire nuovi prodotti. Tutte le catene analizzate — Carrefour, Consum, Dia, Eroski, Lidl e Mercadona — registrano un punteggio NPS negativo, con una media di -46 punti.
Secondo Martín, serve “un maggiore impegno nello sviluppo dell’innovazione e un lavoro congiunto tra produttori e distributori, affinché le novità arrivino davvero al consumatore”. L’indagine, condotta tra il 4 e il 7 giugno 2025, ha valutato 78 marchi alimentari e beverage, con un margine d’errore del +3,1% e un livello di confidenza del 95%.



















