Emerge un timido miglioramento del clima di fiducia dei consumatori britannici nel mese di dicembre, secondo gli ultimi dati BRC-Opinium, anche se il quadro complessivo resta fragile e segnato da forti incertezze. Le aspettative sullo stato dell’economia nei prossimi tre mesi migliorano leggermente, attestandosi a -38 punti, in risalita rispetto ai -44 di novembre. Un segnale positivo, ma ancora ampiamente in territorio negativo.
Anche la percezione della situazione finanziaria personale registra un progresso: l’indice sale a -10 a dicembre, contro i -16 del mese precedente, indicando una minore pressione sui bilanci familiari. Sul fronte dei consumi, tuttavia, il quadro appare più articolato. La spesa personale nel retail scende a +6 punti, in calo rispetto al +8 di novembre, confermando un raffreddamento delle intenzioni di acquisto nei negozi.
In controtendenza, cresce invece la spesa personale complessiva, che sale a +17 a dicembre dal +14 del mese precedente, suggerendo una riallocazione dei budget verso altre voci di consumo. Parallelamente, cala la propensione al risparmio: l’indicatore scende a -9 punti, rispetto ai -5 di novembre, segnalando che molte famiglie continuano ad attingere alle riserve per far fronte al costo della vita.
Secondo Helen Dickinson, Chief Executive del British Retail Consortium, il lieve miglioramento della fiducia è legato a un bilancio pubblico “meno negativo del previsto” per le famiglie. Tuttavia, sottolinea Dickinson, il contesto rimane complessivamente cupo: la fiducia nell’economia è rimasta sotto la soglia dei -30 punti per undici degli ultimi dodici mesi.
Particolarmente preoccupante è la dinamica delle aspettative di spesa nel retail, in calo per il terzo mese consecutivo, a conferma delle difficoltà che il settore dovrà affrontare nel prossimo anno. Il BRC richiama il Governo britannico a un’azione più incisiva sul fronte della crescita, riducendo burocrazia e vincoli regolatori per permettere alle imprese di investire e creare occupazione.
Dalla riforma dei diritti del lavoro alle norme sui cibi meno salutari, secondo l’associazione è fondamentale valutare l’impatto cumulativo delle nuove politiche. L’obiettivo, conclude Dickinson, deve essere quello di evitare regolazioni punitive e garantire un quadro normativo sostenibile per le aziende responsabili, in una fase in cui consumatori e retail restano sotto pressione.



















