Un confronto sempre più concreto tra imprese e istituzioni, in cui la sostenibilità smette di essere un principio astratto per diventare una leva operativa, misurabile e integrata nei modelli di business, è il quadro emerso dal Circular City Forum 2026, appuntamento nel quale il Gruppo Sogegross ha portato la propria visione sul ruolo della grande distribuzione nella transizione verso un’economia circolare.
Il gruppo genovese della GDO è stato infatti tra i protagonisti della manifestazione promossa dal Comune di Genova nell’ambito del progetto C-City, che dal 17 al 22 aprile ha trasformato il capoluogo ligure in un vero e proprio laboratorio di confronto tra imprese, istituzioni e stakeholder sui temi della sostenibilità urbana. Sei giorni di incontri, tavole rotonde e momenti di approfondimento che hanno avuto come obiettivo quello di condividere modelli, strumenti e best practice per una gestione più efficiente delle risorse, contribuendo allo stesso tempo alla riduzione degli impatti ambientali e alla diffusione di comportamenti di consumo più consapevoli.
In questo contesto si inserisce anche la presentazione de “Il futuro in comune”, il primo Bilancio di Sostenibilità del Comune di Genova, documento che testimonia come la sostenibilità sia ormai una priorità trasversale, capace di unire pubblico e privato in una visione condivisa di sviluppo. Proprio nella giornata conclusiva della manifestazione, Giovanni D’Alessandro, Direttore BU Retail del Gruppo Sogegross, ha preso parte alla tavola rotonda dal titolo “Bilancio di sostenibilità e competitività: come cambia la gestione delle imprese”, portando il punto di vista della distribuzione moderna.
Al centro del dibattito si è affermata con forza la necessità di superare un approccio meramente dichiarativo alla sostenibilità, per arrivare invece a una sua integrazione strutturale nei processi aziendali, così da trasformarla in un reale fattore competitivo. In questa prospettiva, Sogegross ha condiviso l’esperienza maturata su diversi fronti, che spaziano dalla lotta allo spreco alimentare alla promozione di corretti stili di consumo, passando per iniziative di inclusione sociale e progetti orientati alla tutela dell’ambiente lungo tutta la filiera.
Un impegno articolato che trova una sintesi operativa nella piattaforma Basko for Next Gen, pensata per raccogliere, coordinare e rendere coerenti tutte le iniziative del gruppo in ambito ESG, con l’obiettivo di generare valore per i territori e rafforzare il ruolo del punto vendita. Il negozio, in questa visione, non è più soltanto uno spazio commerciale, ma si configura come un presidio territoriale capace di attivare relazioni, promuovere comportamenti responsabili e contribuire allo sviluppo dell’economia locale.
Nel corso dell’intervento è stato inoltre anticipato il percorso che porterà alla definizione del Manifesto di Sostenibilità Basko, attualmente in fase di elaborazione e destinato a diventare uno strumento chiave di comunicazione e trasparenza. Il documento sarà infatti pensato per rendere leggibile e accessibile l’impegno dell’insegna, traducendo in modo chiaro azioni e risultati e rafforzando la relazione con i consumatori. “La sostenibilità rappresenta oggi una leva strategica oltre che uno strumento di rendicontazione, e il Gruppo è al lavoro per migliorare la misurazione del proprio impatto lungo tutta la filiera”, ha dichiarato D’Alessandro, sottolineando la centralità del tema.
“In questo percorso si inseriscono sia il progetto Basko for Next Gen sia il lavoro che stiamo portando avanti per la realizzazione del Manifesto di Sostenibilità, strumenti che vogliono rendere sempre più trasparente il nostro operato”. “L’obiettivo è costruire un vero e proprio patto di fiducia con i clienti, capace di rendere visibile il valore generato e di promuovere modelli di consumo più consapevoli e responsabili nel tempo”.
La sessione, moderata da Lifegate, ha visto anche la partecipazione di Ansaldo Energia e Italmatch Chemicals, a conferma di un confronto sempre più trasversale tra settori diversi ma accomunati dalla necessità di ripensare i propri modelli operativi. Per la grande distribuzione organizzata, il tema della misurabilità dell’impatto si conferma una delle sfide più rilevanti dei prossimi anni, anche alla luce della crescente attenzione verso i criteri ESG da parte di consumatori, investitori e istituzioni.
In questo scenario, il bilancio di sostenibilità si consolida come uno strumento centrale non solo per la rendicontazione, ma soprattutto per orientare le strategie aziendali e guidare le scelte operative lungo tutta la catena del valore. Il percorso intrapreso da Sogegross si inserisce così in una traiettoria più ampia che coinvolge l’intero settore retail, chiamato a coniugare competitività, efficienza e responsabilità in un contesto in rapido cambiamento.
Fondata nel 1920, la realtà genovese conta oggi oltre 250 punti vendita e circa 3.300 addetti, con una presenza articolata tra cash&carry, supermercati, discount ed e-commerce, a testimonianza di un modello distributivo multicanale ormai consolidato. L’insegna Basko, cuore del business, ha superato i 416 milioni di euro di fatturato nel 2024 e conta 55 punti vendita nel Nord-Ovest, confermandosi come uno degli asset principali del gruppo. Numeri che definiscono il peso industriale della realtà ligure, ma che, sempre più, devono essere letti anche alla luce della capacità di generare un impatto misurabile e condiviso. È proprio su questo terreno, tra performance economica e responsabilità ambientale e sociale, che si giocherà la partita della competitività nel medio-lungo periodo per gli operatori della distribuzione.



















