La ricerca del risparmio cambia le abitudini di acquisto degli americani e spinge sempre più consumatori verso supermercati e insegne discount. È quanto emerge da un nuovo report della società di consulenza Alvarez & Marsal, secondo cui il contenimento della spesa non passa più soltanto dalla scelta di marchi più economici, ma sempre più dalla decisione di cambiare direttamente punto vendita. Secondo l’indagine, il 42% dei consumatori statunitensi prevede di acquistare questa primavera in negozi meno costosi, in netto aumento rispetto al 31% registrato lo scorso autunno. Un cambiamento che, secondo gli analisti, segna una svolta significativa nelle dinamiche del grocery retail.
“La nuova tendenza è il passaggio dal trading down sui brand al trading down sui retailer”, evidenzia il report, sottolineando come i clienti siano sempre più orientati verso insegne percepite come convenienti senza necessariamente rinunciare ai marchi abituali. Tra i consumatori intenzionati a spostarsi verso retailer più economici, oltre la metà ha infatti dichiarato di voler continuare ad acquistare gli stessi brand, mentre la restante parte prevede anche di sostituire i prodotti con alternative più convenienti.
Parallelamente cala invece la quota di clienti che scelgono semplicemente marche più economiche restando fedeli al supermercato abituale: il 35% degli intervistati ha dichiarato di voler puntare su brand più convenienti nello stesso punto vendita, in diminuzione di 14 punti percentuali rispetto all’autunno scorso. Una parte dei consumatori, pari a circa un quarto del campione, non intende cambiare né insegna né marchi, ma prevede semplicemente di acquistare meno prodotti per contenere la spesa complessiva.
Per Alvarez & Marsal si tratta di una trasformazione importante nel comportamento dei consumatori, che oggi affrontano la spesa alimentare in modo più razionale e selettivo. Il valore, secondo il report, è diventato il principale criterio di scelta trasversalmente a tutte le fasce di reddito. A favorire questo fenomeno è anche il miglioramento della percezione dei discount e dei retailer a basso prezzo. Sempre più consumatori considerano infatti queste insegne valide alternative ai supermercati tradizionali, non solo dal punto di vista economico ma anche per qualità del servizio e dell’esperienza d’acquisto.
Il 68% degli intervistati ritiene che i discount siano puliti quanto i supermercati tradizionali, mentre il 63% sostiene che il servizio clienti sia altrettanto soddisfacente. Secondo il report, più a lungo i clienti matureranno esperienze positive presso queste insegne, più sarà difficile per i retailer tradizionali riconquistarli. L’indagine evidenzia inoltre che il grocery resta l’unico comparto nel quale i consumatori americani prevedono di aumentare la spesa. Le famiglie con redditi superiori ai 100mila dollari annui stimano una crescita della spesa food & beverage del 22%, contro il +3% previsto dalle fasce a reddito più basso.
Continua infine il momento positivo della private label. Oltre alla convenienza economica, i marchi del distributore vengono sempre più apprezzati anche per qualità e capacità di rispondere alle esigenze alimentari e agli stili di vita dei consumatori. Più di due terzi degli intervistati ritiene infatti che i prodotti a marchio del distributore soddisfino le proprie esigenze nutrizionali oppure offrano una qualità superiore rispetto ai brand industriali. Il report di Alvarez & Marsal si basa su un sondaggio condotto nel febbraio scorso su circa 2.100 consumatori statunitensi.



















