La catena americana della grande distribuzione Kroger dovrà pagare una sanzione civile da 2,5 milioni di dollari e investire altri 100 milioni per l’ammodernamento degli impianti di refrigerazione dei propri punti vendita dopo l’accordo raggiunto con il Dipartimento di Giustizia statunitense e con l’Environmental Protection Agency (EPA) nell’ambito di una vicenda legata alle emissioni di gas refrigeranti dannosi per l’ambiente.
Il colosso retail americano ha infatti accettato di sostituire o aggiornare circa 600 unità di refrigerazione nell’arco di due anni, evitando così un contenzioso giudiziario legato alla gestione delle perdite di refrigeranti considerati nocivi per lo strato di ozono e per il clima.
Secondo quanto emerso dalle indagini dell’EPA, avviate già nel 2018, Kroger non avrebbe rispettato in diversi casi gli obblighi previsti dal Clean Air Act relativi alla riparazione delle perdite, alla sostituzione delle apparecchiature e alla corretta comunicazione delle anomalie sugli impianti frigoriferi presenti nei supermercati.
Le verifiche hanno riguardato soprattutto l’utilizzo del refrigerante R-22, sostanza appartenente alla categoria degli HCFC e progressivamente eliminata dal mercato statunitense dal 2020 proprio per il suo impatto ambientale.
Nel dettaglio, l’EPA contesta al gruppo il mancato adeguamento di numerosi impianti che superavano le soglie consentite di dispersione dei refrigeranti. Prima del 2019 il limite massimo di perdite era fissato al 35%, mentre successivamente è stato abbassato al 20% per gli impianti commerciali di refrigerazione.
L’accordo prevede ora un vasto piano di ammodernamento tecnologico con l’introduzione di sistemi che utilizzano refrigeranti approvati e meno impattanti dal punto di vista ambientale, come R-32 e R-454B. Kroger dovrà inoltre implementare un sistema avanzato di gestione e monitoraggio delle perdite, mantenendo un tasso medio annuale di dispersione non superiore al 9,5%.
“Il rispetto del Clean Air Act protegge la salute umana”, ha dichiarato Adam Gustafson, vice assistente procuratore generale del Dipartimento di Giustizia americano, sottolineando come la riparazione delle perdite di refrigeranti contribuisca concretamente alla protezione dai danni causati dalle radiazioni solari.
La vicenda riporta inoltre l’attenzione sul tema della sostenibilità energetica e ambientale nella Gdo internazionale, con le catene distributive sempre più chiamate a intervenire sulle infrastrutture dei punti vendita per ridurre emissioni e consumi.
Secondo un report pubblicato nel 2024 dall’Environmental Investigation Agency, Kroger presenta comunque performance migliori rispetto ad altre insegne statunitensi sul fronte della gestione delle emissioni refrigeranti, pur restando distante dai retailer considerati più virtuosi. L’intesa dovrà ora essere approvata formalmente da un tribunale federale dell’Ohio.



















