Plant-based a due velocità in Europa, Italia a +4,5% mentre frenano Regno Unito e Paesi Bassi

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Il mercato europeo degli alimenti plant-based continua a mostrare segnali di crescita, ma con andamenti molto diversi da Paese a Paese. È quanto emerge dall’analisi del think tank internazionale The Good Food Institute (GFI), basata sui dati Circana relativi al 2025, che evidenzia un’espansione delle vendite in Germania, Italia, Francia e Spagna, mentre Regno Unito e Paesi Bassi registrano una contrazione sia in valore sia in volume.

La Germania si conferma il principale mercato europeo per gli alimenti vegetali. Nel 2025 le vendite hanno raggiunto 1,71 miliardi di euro, con una crescita del 3,1% a valore e del 6,2% a volume. Il risultato è stato sostenuto soprattutto dal comparto delle bevande e del latte vegetale, che ha registrato un incremento dell’8,1%, arrivando a 632,4 milioni di euro. Secondo GFI, questa categoria rappresenta ormai il 9,2% di tutto il latte venduto nella distribuzione tedesca.

Anche l’Italia ha chiuso l’anno con risultati positivi. Le vendite di prodotti plant-based hanno raggiunto 668,8 milioni di euro, in crescita del 4,5%, mentre i volumi sono aumentati del 5,8%. Un andamento che conferma il consolidamento della categoria nel mercato italiano, sostenuto da una crescente attenzione dei consumatori verso alternative alimentari considerate più sostenibili.

Particolarmente brillante la performance della Francia, dove il settore ha registrato una crescita dell’11,4% a valore, raggiungendo 571,7 milioni di euro, accompagnata da un aumento del 13,3% dei volumi. In Spagna, invece, le vendite hanno toccato 545,7 milioni di euro, con un incremento del 7,7% a valore e del 6,6% a volume.

Di segno opposto l’andamento del Regno Unito. Il mercato britannico ha chiuso il 2025 con vendite pari a 847,8 milioni di sterline, in calo dell’1,2% a valore e del 2,5% a volume. A pesare è stato soprattutto il comparto delle alternative vegetali alla carne, che ha visto una diminuzione del 7,3% a valore e del 9,4% nei volumi. Tuttavia, GFI sottolinea che il calo potrebbe essere parzialmente sovrastimato, poiché una quota crescente delle vendite si starebbe spostando verso le catene discount non incluse nella rilevazione.

Situazione simile nei Paesi Bassi, dove le vendite complessive di alimenti plant-based sono diminuite del 4,1% a 259,4 milioni di euro, mentre i volumi hanno registrato una flessione dell’1,3%. Anche in questo caso la categoria più penalizzata è stata quella delle alternative vegetali alla carne.

Secondo il Good Food Institute, il prezzo continua a rappresentare uno dei principali fattori di successo del comparto, ma da solo non è sufficiente a garantire una crescita stabile. Per sostenere lo sviluppo del mercato sarà necessario migliorare ulteriormente qualità, gusto e accessibilità economica dei prodotti.

“L’accessibilità è un fattore chiave per le vendite degli alimenti plant-based, ma prezzi più bassi non bastano da soli”, sottolinea il GFI, evidenziando come il futuro della categoria dipenderà dalla capacità dell’industria di offrire prodotti che non comportino compromessi né sul gusto né sul prezzo per i consumatori.

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