AOP Gruppo VI.VA. archivia il 2025 con il via libera al bilancio, il rinnovo delle cariche sociali e una nuova conferma della strategia di sviluppo legata agli investimenti e all’aggregazione del comparto ortofrutticolo italiano.
Nel corso dell’assemblea generale svoltasi nei giorni scorsi, l’associazione ha infatti approvato il bilancio 2025, la prima modifica del Programma operativo 2026 e il rinnovo del Consiglio di amministrazione, confermando Mirco Zanotti alla presidenza e Cristian Maretti alla vicepresidenza.
La governance resta quindi nel segno della continuità, con un solo avvicendamento all’interno del CdA: Stefano Zavoli subentra a Lauro Guidi, che lascia per motivi anagrafici. Il nuovo Consiglio di amministrazione è composto da undici membri e rappresenta le diverse anime territoriali dell’organizzazione.
Nata nel 2014, AOP Gruppo VI.VA. è oggi una delle principali realtà dell’ortofrutta organizzata italiana. Aggrega 14 Organizzazioni di produttori distribuite in quasi tutte le regioni del Paese, con circa 4mila soci produttori e oltre 30mila ettari coltivati, di cui circa 12mila destinati alla frutticoltura. La produzione complessiva sfiora il milione di tonnellate di ortofrutta, mentre il valore della produzione commercializzata oscilla tra i 660 e i 700 milioni di euro.
Le aree più rilevanti per presenza produttiva e valore economico restano Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Sicilia, Veneto e Puglia.
“AOP Gruppo VI.VA. è una realtà giovane, ma che in pochi anni ha saputo diventare un punto di riferimento nazionale per il sistema ortofrutticolo organizzato”, ha dichiarato il presidente Mirco Zanotti, sottolineando come il rinnovo delle cariche rappresenti un segnale di fiducia e stabilità in una fase segnata da volatilità dei mercati e cambiamenti climatici.
Al centro dell’attività dell’associazione resta il Programma operativo unitario, strumento sostenuto dall’Unione europea per rafforzare il comparto ortofrutticolo attraverso investimenti condivisi, innovazione e gestione del rischio.
Secondo quanto illustrato dal direttore Mario Tamanti, il gruppo sviluppa ogni anno investimenti per circa 65 milioni di euro, con contributi a fondo perduto superiori ai 33 milioni destinati direttamente alle imprese agricole associate. Le risorse vengono utilizzate per sostenere innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, ricerca e competitività della filiera.
Nel corso dell’assemblea è stata inoltre approvata la prima modifica del Programma operativo 2026, che prevede un fondo di esercizio superiore a 61,9 milioni di euro e aiuti complessivi oltre i 33,2 milioni.
Le risorse saranno destinate a pianificazione della produzione, concentrazione dell’offerta, ricerca e sviluppo, promozione, prevenzione delle crisi e interventi ambientali. Un’attenzione particolare sarà riservata proprio alla sostenibilità, con oltre il 20% delle risorse dedicate a misure agroambientali, ben oltre il minimo previsto dalla normativa europea.
Tra gli interventi previsti figurano efficientamento energetico, reti antigrandine, sistemi di difesa dalle gelate e investimenti legati all’agricoltura integrata e biologica.
L’assemblea ha affrontato infine anche il tema della futura riforma della Politica agricola comune 2028-2034, rispetto alla quale il gruppo chiede stabilità normativa e continuità delle risorse dedicate al sistema ortofrutticolo organizzato.



















