Grana Padano, Berni: “Il sistema continua ad assorbire latte, crescita governata per tutelare il valore della filiera”

Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Telegram
Email
Print

Da oltre vent’anni il latte destinato alla produzione di Grana Padano cresce a un ritmo superiore rispetto all’incremento complessivo della produzione lattiera nazionale. È il dato evidenziato da Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Tutela Grana Padano, che lo indica come la prova della capacità della Dop di continuare ad assorbire materia prima senza espellerla dal sistema produttivo.

“Da oltre vent’anni il tasso di crescita del latte destinato alla produzione di Grana Padano è sistematicamente superiore a quello dell’aumento complessivo della produzione nazionale di materia prima. È un dato che non lascia spazio a interpretazioni: il sistema del Grana Padano assorbe latte, non lo espelle”, afferma Berni.

Secondo il direttore generale, questo risultato è reso possibile dal Piano produttivo del Consorzio, lo strumento che regola l’evoluzione dell’offerta con l’obiettivo di mantenere l’equilibrio tra produzione e mercato.

“Governare la produzione non significa impedirne la crescita, ma farla sviluppare in modo ordinato e sostenibile, evitando eccessi che finirebbero per ridurre il valore del prodotto”, sottolinea Berni.

Il responsabile del Consorzio evidenzia inoltre come il Grana Padano rappresenti oggi la destinazione economicamente più remunerativa dell’Unione europea per il latte proveniente da bovine alimentate con insilati, grazie alla correlazione tra il valore del formaggio e il prezzo riconosciuto agli allevatori.

L’esperienza del 2025, tuttavia, dimostra anche i rischi di una crescita troppo rapida della produzione. L’incremento del 7,7% registrato nello scorso anno, favorito dalle quotazioni elevate del formaggio, ha infatti determinato un calo di circa il 20% del prezzo del Grana Padano stagionato nove mesi.

Per contrastare questa dinamica, il Consorzio è intervenuto rafforzando la contribuzione differenziata, acquistando 20 mila forme al mese per sette mesi consecutivi e intensificando le attività promozionali sui mercati italiano ed estero, favorendo così il recupero delle quotazioni.

Per il 2026 Berni prevede una crescita produttiva più contenuta durante i mesi estivi rispetto agli incrementi eccezionali registrati nell’estate del 2025, ma ritiene che il trend di fondo resterà invariato.

“Anche questo biennio 2025-2026 il sistema del Grana Padano continuerà ad assorbire una quota di latte superiore rispetto alla crescita complessiva della produzione nazionale”, osserva.

Da qui l’invito a proseguire lungo la strada della programmazione produttiva. “Se vogliamo che il Grana Padano continui a rappresentare la destinazione economicamente più vantaggiosa per il latte, dobbiamo proseguire senza esitazioni sulla strada della crescita governata dal Piano produttivo. Solo così sarà possibile garantire equilibrio, redditività e prospettive di sviluppo all’intera filiera”, conclude Berni.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Pocket
WhatsApp
Non perdere niente! Iscriviti alla nostra newsletter.

Lascia un commento