Innovazione dimezzata dal 2010 nel largo consumo spagnolo, ma continua a creare valore

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La capacità di innovare resta un fattore strategico per il largo consumo ma in Spagna il numero di nuovi prodotti lanciati sul mercato continua a mantenersi su livelli inferiori rispetto al passato. È quanto emerge dall’edizione 2025 del Radar de la Innovación, realizzato da Promarca e Worldpanel by Numerator, che evidenzia come le innovazioni registrate nell’ultimo anno siano state 75, lo stesso numero del 2024 ma ben lontano dalle 156 censite nel 2010.

Il dato conferma una contrazione del 52% nell’arco di quindici anni, segnalando un contesto in cui l’innovazione fatica a trasformarsi in crescita concreta. Secondo lo studio, infatti, soltanto il 29% dei nuovi lanci ha superato il livello medio di penetrazione della propria categoria merceologica. Un risultato migliore rispetto al 22% del 2023 e al 24% del 2024, ma ancora distante dal 57% registrato nel periodo compreso fra il 2014 e il 2020.

L’indagine sottolinea come il successo di un prodotto non dipenda esclusivamente dalla sua introduzione sul mercato, ma soprattutto dalla capacità di raggiungere i consumatori. La distribuzione media delle innovazioni ha toccato il 27,9% nel 2025. I prodotti che hanno ottenuto le migliori performance commerciali hanno raggiunto una distribuzione media del 47%, mentre quelli meno efficaci si sono fermati intorno al 20%.

Un ruolo crescente nel lancio delle novità è stato svolto dalle insegne regionali. Catene come Eroski, Alcampo, Ahorramas, Gadisa e Consum, insieme a El Corte Inglés, si sono confermate importanti canali di accesso per le innovazioni. Tra i grandi operatori nazionali e internazionali, Carrefour si è distinta per il numero di nuovi prodotti introdotti. Presenza più contenuta per Dia, Aldi e Lidl, mentre Mercadona non ha registrato alcun inserimento di innovazioni provenienti dalle marche industriali.

Le marche dei produttori continuano a dominare il panorama innovativo, rappresentando l’88% dei lanci del 2025 contro il 12% delle private label. Tra le innovazioni firmate dai produttori, il 55% proviene da multinazionali e il restante 45% da aziende spagnole.

Fernando Fernández, presidente di Promarca, ha evidenziato come l’innovazione debba essere accompagnata da una reale capacità di arrivare sugli scaffali e nelle scelte d’acquisto dei consumatori, generando valore per l’intera categoria.

Dal punto di vista delle tendenze, il piacere resta il principale motore dell’innovazione, con il 43% dei lanci orientati a offrire nuove esperienze di consumo. Seguono la praticità, che rappresenta il 21% delle novità, la salute con il 13% e le proposte che combinano benessere e gusto, pari all’11%.

Tra i prodotti che hanno ottenuto i migliori risultati figurano Fairy Poder 3 en 1 di Procter & Gamble, Nocilla Crunchy di Idilia Foods, Pascual Lateado, YOSOY Barista Pistacho, Mix Ups Queso di PepsiCo, Sorbete Posidonia, CPC Cymenol di Deliplus, Elvive Glycolic Gloss di L’Oréal, Carbonell Virgen Extra e Nescafé Caramelo.

Nonostante il calo del numero complessivo di innovazioni, il rapporto evidenzia come queste continuino a generare valore economico. Il 64% del valore creato dai nuovi lanci è stato infatti incrementale, mentre il 36% ha sostituito prodotti già esistenti. Nelle marche industriali la quota di valore aggiuntivo sale al 65%, contro il 43% registrato dalle marche del distributore, confermando il ruolo centrale dell’innovazione come leva di crescita e differenziazione nel largo consumo.

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