Il gruppo britannico della grande distribuzione Asda ha chiuso il 2025 con una perdita ante imposte di 989 milioni di sterline, pari a circa 1,14 miliardi di euro, in netto peggioramento rispetto ai 599 milioni di sterline registrati nel 2024. Il risultato riflette la strategia di rilancio avviata dal presidente esecutivo Allan Leighton, tornato alla guida dell’azienda nel novembre 2024, e una serie di costi straordinari che hanno pesato sui conti.
Asda, terzo operatore della distribuzione alimentare nel Regno Unito dopo Tesco e Sainsbury’s, sta attraversando una fase di profonda trasformazione con l’obiettivo di riconquistare quote di mercato e riportare nei punti vendita i consumatori persi negli ultimi anni. Nel corso del 2025 il fatturato complessivo, inclusa la vendita di carburanti, è sceso del 3,4%, attestandosi a 25,9 miliardi di sterline. Parallelamente, il gruppo ha avviato una politica commerciale aggressiva basata sulla riduzione dei prezzi, con l’obiettivo dichiarato di mantenersi dal 5% al 10% più conveniente rispetto ai principali concorrenti tradizionali.
Lo stesso Leighton aveva anticipato che questa strategia avrebbe avuto un impatto significativo sulla redditività nel breve periodo, sottolineando che il percorso di rilancio richiederà fino a cinque anni per produrre risultati concreti. A pesare sul bilancio sono stati soprattutto 656 milioni di sterline di costi una tantum. Tra questi figurano 284 milioni di sterline legati alla complessa separazione dei sistemi informatici da Walmart, ex proprietario del gruppo, e 344 milioni di sterline relativi a una svalutazione contabile del patrimonio immobiliare.
Nonostante il risultato negativo, l’azienda sostiene che la perdita non rispecchi la reale solidità operativa del business. Asda evidenzia infatti una consistente generazione di cassa e una posizione finanziaria considerata solida. A fine esercizio il gruppo disponeva di 1,3 miliardi di sterline di liquidità e di risorse finanziarie complessive per 2,1 miliardi. Inoltre, la maggior parte dell’indebitamento risulta coperta da scadenze distribuite nel prossimo decennio.
Sul fronte finanziario emerge anche una riduzione del debito netto, sceso a 3,1 miliardi di sterline, circa 500 milioni in meno rispetto all’anno precedente. Tuttavia restano le difficoltà sul piano commerciale. L’utile operativo rettificato (Ebitda after rent) è diminuito del 33%, fermandosi a 764 milioni di sterline. Anche i dati più recenti indicano un ulteriore calo delle vendite comparabili, sebbene a un ritmo meno accentuato rispetto ai trimestri precedenti.
Secondo le rilevazioni di mercato pubblicate nelle ultime settimane, Asda continua inoltre a perdere quote nel mercato britannico della distribuzione alimentare. Una sfida che il management intende affrontare puntando su prezzi più competitivi, investimenti operativi e un graduale recupero della fiducia dei consumatori.

















