Pomodoro italiano verso 6,35 milioni di tonnellate, patate fino al 325% in più

Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Telegram
Email
Print

Il meteo condiziona i mercati europei del pomodoro da industria e delle patate, alimentando l’incertezza sull’offerta e, nel secondo caso, provocando un deciso aumento dei prezzi. È quanto emerge dalle analisi diffuse da Areté nella nuova edizione di “Pillole dai mercati”. All’inizio di settembre, la campagna europea del pomodoro da industria si trova in una fase avanzata della raccolta e dei conferimenti agli stabilimenti, ma i volumi finali rimangono difficili da stimare.

Le ondate di calore e i temporali localizzati hanno infatti penalizzato sia le rese sia il grado Brix, che misura la concentrazione zuccherina del prodotto ed è uno dei principali parametri qualitativi utilizzati dall’industria di trasformazione. Le maggiori criticità riguardano l’Europa meridionale e occidentale, dove l’andamento climatico ha determinato una revisione al ribasso delle previsioni produttive di Francia e Spagna, lasciando margini di incertezza anche negli altri Paesi.

In controtendenza si muove invece l’Italia, per la quale il World Processing Tomato Council ha confermato la revisione al rialzo già indicata nel mese di agosto. Le stime sulla produzione nazionale sono passate da 6,1 a 6,35 milioni di tonnellate, con una crescita del 4% rispetto alle previsioni formulate a luglio e del 9% nel confronto con il raccolto del 2025.

Secondo le elaborazioni di Areté, il miglioramento delle prospettive italiane è sostenuto soprattutto dall’espansione delle superfici coltivate. Nel Nord Italia, l’aumento degli investimenti è stato favorito dai prezzi incentivanti riconosciuti per il pomodoro destinato alla trasformazione, mentre nel Mezzogiorno, e in particolare in Puglia, ha contribuito la maggiore disponibilità di risorse idriche.

Nonostante il quadro complessivamente positivo, anche per l’Italia i risultati definitivi dipenderanno dall’andamento meteorologico delle ultime settimane di campagna. La qualità del prodotto raccolto fino a questo momento viene giudicata buona, ma il grado Brix risulta inferiore alla media e rimangono timori per le coltivazioni tardive, già messe sotto pressione dalle elevate temperature registrate a luglio.

Più netta appare la tensione sul mercato europeo delle patate destinate alla trasformazione industriale, dove tra luglio e agosto sono stati rilevati aumenti molto marcati delle quotazioni. Sul listino PotatoNL, la categoria Frites destinata alla grande industria ha registrato un incremento del 180%, mentre quella rivolta alle imprese di minori dimensioni è cresciuta del 146%.

Nello stesso periodo, il segmento Fast Food ha segnato un rialzo del 161%, mentre in Francia le quotazioni della varietà Fontane destinata alla trasformazione sono aumentate addirittura del 325%. Questi incrementi confermano l’inversione di tendenza del mercato dopo i livelli minimi toccati nel corso della precedente campagna.

Secondo Areté, il recupero dei prezzi riflette soprattutto le attese di una contrazione dell’offerta europea nella campagna 2026/27, provocata dalla riduzione delle superfici coltivate e dal progressivo peggioramento delle condizioni meteorologiche. La prima previsione ufficiale di Agreste stima per la Francia una produzione di patate inferiore del 22% rispetto al 2025.

Anche negli altri principali Paesi produttori europei, le ripetute ondate di calore e la siccità stanno ridimensionando le prospettive del raccolto. Le conseguenze potrebbero riguardare non soltanto la quantità disponibile, ma anche la qualità e i calibri delle patate, con una minore presenza di prodotto adatto alla lavorazione industriale. Le condizioni climatiche potrebbero inoltre aumentare le difficoltà di conservazione, accentuando ulteriormente la pressione sull’offerta durante i prossimi mesi.

Il quadro delineato da Areté mostra dunque due mercati accomunati dall’incidenza crescente del clima, ma caratterizzati da dinamiche differenti: il pomodoro italiano conserva prospettive produttive favorevoli, pur tra diverse incognite qualitative, mentre per le patate europee si profila una stagione segnata da minori disponibilità e prezzi più sostenuti.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Pocket
WhatsApp
Non perdere niente! Iscriviti alla nostra newsletter.

Lascia un commento