Diageo taglia 305 posti e punta a un miliardo di dollari di risparmi

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Diageo ridurrà di 305 unità l’organico della sede nordamericana di New York, nell’ambito del piano di riorganizzazione avviato dall’amministratore delegato Sir Dave Lewis per migliorare la competitività e rilanciare le attività del gruppo. Il numero degli esuberi e la loro localizzazione sono stati indicati in una comunicazione WARN presentata dalla società, nella quale si precisa che i licenziamenti avranno carattere permanente e diventeranno effettivi dal prossimo 30 settembre.

Nel documento, la decisione viene ricondotta a ragioni di natura economica, mentre Diageo ha spiegato che l’intervento rientra nella revisione del proprio modello operativo annunciata all’inizio di agosto. “Stiamo ridisegnando il nostro assetto operativo per costruire una Diageo più competitiva», ha dichiarato un portavoce del gruppo, riconoscendo le difficoltà che questa fase comporterà per i lavoratori coinvolti e assicurando il sostegno dell’azienda durante il processo. La misura arriva in un momento particolarmente complesso per il proprietario di marchi come Johnnie Walker, Captain Morgan e Tanqueray, che nell’esercizio terminato il 30 giugno ha registrato una flessione del 3% dei ricavi netti dichiarati, scesi a 19,64 miliardi di dollari.

Su base organica, le vendite nette sono diminuite del 2%, risentendo soprattutto della debolezza del mercato nordamericano, che rappresenta circa il 37% del fatturato complessivo del gruppo. Nella regione, infatti, i ricavi organici hanno subito una contrazione dell’8,4%, un risultato che ha contribuito a rendere il Nord America una delle aree centrali del piano di ristrutturazione. Durante un incontro con gli investitori tenuto il mese scorso, Lewis aveva affermato che il mercato nordamericano era in difficoltà «da diverso tempo», aggiungendo che in passato la crescita della tequila aveva parzialmente nascosto questa debolezza.

Nella stessa occasione Diageo ha presentato un programma che punta a ottenere risparmi per circa un miliardo di dollari nell’arco di tre anni, dei quali approssimativamente 850 milioni dovrebbero derivare dalla riprogettazione della struttura operativa. Secondo Lewis, il gruppo aveva adottato una strategia basata su investimenti anticipati rispetto alla crescita attesa, ma il rallentamento delle vendite ha reso necessario adeguare dimensioni e costi alle attuali condizioni del mercato.

Il ridimensionamento dovrebbe interessare soprattutto le funzioni finanziarie centrali, i servizi tecnologici e le risorse umane, mentre le attività commerciali e di marketing dovrebbero essere coinvolte in misura più contenuta. I 305 tagli annunciati a New York si inseriscono in una riduzione dell’organico già significativa, poiché nel corso dell’ultimo esercizio finanziario Diageo ha eliminato quasi duemila posizioni a livello globale.

In base al rapporto annuale pubblicato il 18 agosto, il gruppo contava alla fine di giugno 27.938 dipendenti equivalenti a tempo pieno, rispetto ai 29.860 dell’anno precedente. La diminuzione è stata quindi pari a 1.922 unità, corrispondenti a circa il 6,4% della forza lavoro complessiva, mentre nell’esercizio 2023-2024 l’organico aveva raggiunto 30.367 dipendenti. La contrazione più marcata degli ultimi dodici mesi è stata registrata in Africa, dove il numero medio degli addetti è sceso da 2.848 a 1.920. La nuova fase di ristrutturazione conferma dunque la volontà di Diageo di intervenire in profondità sui costi e sull’organizzazione, mentre il gruppo cerca di recuperare competitività e riportare alla crescita soprattutto il mercato nordamericano.

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