Studenac chiude 79 negozi e taglia centinaia di posti di lavoro per affrontare la crisi finanziaria

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Il gruppo croato della distribuzione alimentare Studenac ha avviato un profondo piano di ristrutturazione per contenere i costi operativi, recuperare stabilità finanziaria e garantire la continuità delle attività. L’intervento, inserito in una procedura di preinsolvenza, prevede la chiusura di numerosi punti vendita, una consistente riduzione del personale amministrativo e logistico e la cessazione delle attività all’ingrosso come divisione autonoma.

Secondo quanto riportato da HRT, il piano iniziale prevedeva la chiusura di 104 negozi, con il coinvolgimento di 335 dipendenti, ai quali è stata offerta la possibilità di trasferirsi nelle strutture ancora operative. Una successiva comunicazione aziendale ha tuttavia rivisto il numero delle chiusure a 79 punti vendita, individuati attraverso un’analisi della sostenibilità economica della rete.

La riorganizzazione interessa anche gli uffici amministrativi, con una riduzione dell’organico di circa il 40%, equivalente a 185 posizioni, mentre la divisione logistica subirà un taglio di 348 posti di lavoro, mantenendo 181 addetti tra magazzini e distribuzione. Per il personale coinvolto, Studenac sta valutando opportunità alternative di impiego in collaborazione con agenzie esterne e partner logistici.

Uno degli interventi più significativi riguarda la revisione del sistema distributivo, finora basato su un modello centralizzato giudicato economicamente poco sostenibile per una rete specializzata nel commercio di prossimità. La nuova organizzazione prevede che il 75% delle merci venga consegnato direttamente dai fornitori ai negozi, mentre il restante 25% continuerà a transitare attraverso i magazzini aziendali.

Le strutture logistiche centralizzate si concentreranno prevalentemente sui prodotti freschi, sull’ortofrutta, sui surgelati e su alcune categorie di alimentari confezionati. Secondo le stime della società, questa trasformazione consentirà risparmi annuali per circa 16 milioni di euro.

Alla guida del consiglio di gestione è arrivato Teo Vujčić, chiamato a coordinare il rilancio del gruppo attraverso una struttura organizzativa più snella e una rete commerciale adeguata alle effettive capacità finanziarie dell’azienda.

La crisi è legata anche alle difficoltà nei rapporti con i fornitori, verso i quali Studenac avrebbe accumulato debiti per circa 60 milioni di euro. La procedura di preinsolvenza, avviata ufficialmente dal Tribunale commerciale di Spalato il 29 settembre 2026, prevede che i creditori presentino le proprie richieste entro il 28 ottobre all’agenzia finanziaria croata FINA. Successivamente sarà predisposto un piano di ristrutturazione sottoposto al voto dei creditori e alla decisione definitiva del tribunale.

Studenac, controllata dal fondo di investimento Enterprise Investors dal 2018, aveva intrapreso negli ultimi anni una rapida espansione attraverso acquisizioni e nuove aperture. Nel 2024 il gruppo aveva inoltre fatto il proprio ingresso sul mercato sloveno con l’acquisizione della catena Kea. La ristrutturazione segna ora un cambio di strategia, con la priorità assegnata al recupero della redditività e alla ricostruzione della fiducia di fornitori e creditori.

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