Mais in calo per il clima estremo, Molino Nicoli punta su nuove varietà resistenti

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Molino Nicoli chiude la campagna del mais 2026 con oltre 10.000 tonnellate conferite, un risultato inferiore a quello dello scorso anno, condizionato da un andamento climatico particolarmente sfavorevole. La siccità prolungata, le precipitazioni insufficienti e le temperature eccezionalmente elevate hanno inciso sulle rese agricole e, nelle aree maggiormente colpite dalla carenza idrica, anche sulla qualità delle produzioni.

Per l’azienda bergamasca di Costa di Mezzate, specializzata nella trasformazione di cereali destinati all’industria alimentare, la campagna appena conclusa conferma le difficoltà che il cambiamento climatico sta imponendo alla filiera maidicola. Una situazione che si protrae da diversi anni e che richiede interventi strutturali per garantire la continuità degli approvvigionamenti.

A confermare le criticità è anche il JRC MARS Bulletin di settembre 2026, pubblicato dal Centro Comune di Ricerca della Commissione europea, che segnala prospettive di ulteriore riduzione delle rese delle colture estive, in un contesto caratterizzato da un andamento negativo negli ultimi cinque anni.

Per affrontare queste condizioni, Molino Nicoli sta investendo nella sperimentazione di nuove varietà di mais da affiancare progressivamente a quelle tradizionali. L’attenzione si concentra soprattutto sulle varietà semivitree, caratterizzate da una maggiore resistenza agli stress climatici, con l’obiettivo di preservare quantità e qualità delle materie prime destinate alla trasformazione alimentare.

«Le sfide poste dal cambiamento climatico ci spingono a lavorare investendo in soluzioni capaci di rendere la nostra filiera più resiliente sul medio-lungo periodo», dichiara Piero Mirra, amministratore delegato di Molino Nicoli. «L’innovazione varietale e la collaborazione con i nostri agricoltori rappresentano due leve fondamentali: sperimentiamo nuove varietà di mais più resistenti agli stress climatici per affiancarle a quelle tradizionali e collaboriamo sui campi, con i nostri agronomi, con le aziende del territorio».

In vista delle prossime campagne, l’azienda valuta anche l’introduzione di ibridi a ciclo più breve e l’individuazione di aree di coltivazione meno esposte alla carenza idrica, insieme all’ulteriore sviluppo della ricerca varietale. Interventi finalizzati a ridurre la vulnerabilità della filiera e a rafforzare la stabilità delle forniture nel lungo periodo.

Rimane centrale il rapporto diretto con i produttori agricoli. La campagna 2026 ha confermato la partecipazione delle aziende già coinvolte lo scorso anno, alle quali si sono aggiunti nuovi operatori. Il modello adottato da Molino Nicoli privilegia fornitori qualificati, specializzati nelle produzioni destinate all’alimentazione umana, e prevede meccanismi di premialità, particolarmente importanti in una stagione caratterizzata anche dall’aumento dei costi agricoli.

Con oltre 150 anni di attività, più di 200 dipendenti e prodotti commercializzati in oltre 40 Paesi, Molino Nicoli opera nei segmenti dei cereali per la prima colazione, delle barrette, degli snack per l’infanzia e delle farine. L’azienda dispone di tre stabilimenti dedicati alle produzioni convenzionali, senza glutine e senza allergeni e punta sulla ricerca e sulla collaborazione con il mondo agricolo per affrontare le crescenti difficoltà climatiche e assicurare continuità alla propria filiera produttiva.

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