La crescita degli aperitivi e della tequila sostiene i risultati di Campari Group, che chiude i primi nove mesi del 2026 con vendite nette pari a 2,289 miliardi di euro, in aumento dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La crescita organica si attesta al 2,9%, mentre il terzo trimestre registra un incremento del 3,4%, segnando il sesto trimestre consecutivo di progresso per il gruppo. Sul risultato complessivo pesano l’effetto negativo delle cessioni di Cinzano e Averna (-2,1%) e quello dei cambi (-0,4%), legato principalmente all’andamento del dollaro statunitense.
Nel solo terzo trimestre le vendite raggiungono 777 milioni di euro, con una crescita complessiva del 3,2%. Il gruppo segnala risultati positivi in 44 Paesi, sostenuti soprattutto dai marchi prioritari e dal contributo dei nuovi formati di prodotto, mentre prosegue il rafforzamento delle quote di mercato nelle principali aree di attività.
L’Europa, che rappresenta il 46% delle vendite, registra una crescita organica del 3,8%, trainata soprattutto da Italia e Regno Unito. La buona stagione estiva ha favorito gli aperitivi, mentre la Germania continua a risentire della debolezza dei consumi, parzialmente compensata dalle innovazioni come Aperol on Tap e Campari Spritz ready-to-serve.
In Nord America, che pesa per il 36% sul fatturato, la crescita organica si ferma all’1%. Negli Stati Uniti le performance positive della tequila e degli aperitivi non compensano completamente le difficoltà delle altre categorie. Il gruppo prevede infatti una lieve flessione delle vendite sul mercato statunitense nell’intero esercizio.
Particolarmente sostenuto l’andamento dei mercati in via di sviluppo, dove le vendite crescono organicamente del 9,3%, grazie soprattutto a Brasile e Argentina. Nell’area Asia-Pacifico e nel canale Global Travel Retail si registra invece una contrazione dello 0,4%, nonostante i risultati positivi dell’Australia.
Per quanto riguarda le categorie, gli aperitivi si confermano il principale motore di crescita, con vendite per 1,116 miliardi di euro e un incremento organico del 6,7%. Positivo anche il comparto dei distillati di agave, che raggiunge 230 milioni di euro (+6,5%), mentre whiskey e rum registrano una flessione organica del 10%. Cognac e champagne crescono dell’1,8%, mentre i marchi locali segnano un progresso del 2,3% a livello organico.
«Abbiamo registrato il sesto trimestre consecutivo di crescita organica delle vendite nette, continuando al contempo a sovraperformare il settore e a guadagnare quote nei nostri mercati chiave», ha dichiarato l’amministratore delegato Simon Hunt, sottolineando il contributo degli investimenti nei marchi e delle innovazioni.
Per l’intero 2026 Campari conferma l’obiettivo di una crescita organica delle vendite nette di circa il 3%, accompagnata da un miglioramento del margine operativo rettificato. Le previsioni tengono conto di un impatto negativo di 20 milioni di euro legato ai dazi statunitensi e di circa 70 milioni di euro di minori vendite derivanti dalle cessioni dei marchi non prioritari.



















