Danone lascia Lifeway Foods: ceduta la quota del 22,7% dopo anni di tensioni

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Dopo anni di tensioni, tentativi di acquisizione falliti e battaglie legali, Danone ha deciso di uscire da Lifeway Foods cedendo la propria quota del 22,7% nella società americana specializzata in kefir, mettendo fine a un investimento iniziato nel 1999. La conferma è arrivata direttamente da Danone, che in una nota ha spiegato di aver valutato “tutte le opzioni” relative alla partecipazione detenuta in Lifeway, decidendo infine di non proseguire nel tentativo di acquisizione della società. Una scelta che, secondo il gruppo francese, non modifica comunque la strategia sul mercato statunitense, dove continuerà a puntare su prodotti salutistici, lattiero-caseari e plant based.

Lifeway ha reso noto che Danone ha avviato un’offerta pubblica secondaria da 3.454.756 azioni al prezzo di 19,50 dollari per titolo. L’operazione dovrebbe chiudersi il 19 maggio, salvo condizioni di rito. Tutti i proventi della vendita andranno a Danone: la società americana non incasserà infatti alcuna risorsa dall’operazione. Contestualmente, Lifeway ha annunciato l’intenzione di riacquistare azioni proprie per circa 5 milioni di dollari allo stesso prezzo pagato dagli investitori, buyback subordinato però alla chiusura dell’offerta.

La rottura arriva dopo un lungo confronto tra le due società. Nel 2024 Danone aveva presentato due offerte di acquisizione, prima da 25 dollari e successivamente da 27 dollari per azione, entrambe respinte da Lifeway perché considerate troppo basse e assimilate a un tentativo di “scalata ostile”. Le tensioni si erano poi spostate anche sul piano legale. Nel marzo dello scorso anno Danone aveva avviato un’azione giudiziaria contro Lifeway contestando l’assegnazione di azioni all’amministratrice delegata Julie Smolyansky. La società americana aveva reagito annunciando una controdenuncia.

Nel corso dell’estate sembrava possibile un riavvicinamento. Ad agosto erano emerse trattative per “resettare” i rapporti tra le parti e riaprire il dialogo su una possibile acquisizione. Tuttavia, già a settembre il gruppo francese, noto anche per il marchio Activia, aveva fatto marcia indietro, dichiarando di non voler presentare ulteriori offerte e valutando invece la cessione della quota detenuta. Nello stesso periodo Danone aveva anche preso in considerazione il sostegno a un tentativo di sostituzione del consiglio di amministrazione di Lifeway promosso dal principale azionista della società. Successivamente le due aziende avevano raggiunto un accordo di cooperazione: Lifeway si era impegnata a rinnovare il board e a separare i ruoli di presidente e amministratore delegato, mentre le due parti avevano deciso di sospendere temporaneamente il contenzioso legale in corso.

In cambio, Danone aveva accettato di non sostenere alcun tentativo di sostituzione del board prima della fine di giugno 2026. Sul quadro societario pesa inoltre una lunga disputa familiare interna alla stessa Lifeway. Da tempo, infatti, la CEO Julie Smolyansky è in contrasto con la madre Ludmila e il fratello Edward Smolyansky, principali azionisti della società americana. A dicembre Edward Smolyansky aveva accusato apertamente l’azienda di “inganno evidente” nel contesto della battaglia sulla governance.

Nonostante il clima turbolento, Lifeway continua però a registrare risultati economici in forte crescita. Nel 2025 il gruppo ha chiuso con vendite nette pari a 212,4 milioni di dollari, in aumento del 13,7% rispetto all’anno precedente. L’utile operativo è cresciuto del 16,7% a 16,1 milioni, mentre l’utile netto è salito del 53,6% a 13,8 milioni di dollari.

Il primo trimestre del 2026 ha mostrato un’ulteriore accelerazione: le vendite nette sono aumentate del 36,7% a 63 milioni di dollari, l’utile operativo è passato da 1,57 a 6,32 milioni e l’utile netto è cresciuto del 32% raggiungendo 4,6 milioni di dollari. Numeri che hanno rafforzato la posizione del management nel respingere le offerte di acquisizione avanzate da Danone nel 2024 e che confermano la forte crescita del mercato dei prodotti fermentati e funzionali negli Stati Uniti, segmento in cui Lifeway resta uno dei marchi più riconosciuti.

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