Epta punta su sostenibilità, innovazione e formazione per guidare la trasformazione della refrigerazione commerciale, un settore chiamato ad affrontare una profonda evoluzione normativa e tecnologica. È questo il quadro delineato da Francesco Mastrapasqua, Institutional Affairs Senior Manager di Epta, che analizza le principali sfide legate ai criteri ESG e alle nuove regole europee destinate a cambiare il comparto HVAC&R.
Negli ultimi mesi il settore si è trovato infatti al centro di una profonda revisione legislativa. Dopo l’entrata in vigore del nuovo Regolamento F-Gas, l’attenzione si concentra ora su provvedimenti come l’ESPR, il futuro Circular Economy Act e il Critical Raw Materials Act, destinati a incidere sulla progettazione, sulla produzione e sulla gestione delle tecnologie lungo tutto il loro ciclo di vita. Tra i dossier più rilevanti figura anche la possibile restrizione europea dei PFAS, che potrebbe accelerare ulteriormente l’abbandono dei refrigeranti sintetici oggi utilizzati dal mercato.
Secondo Epta, uno degli aspetti più delicati riguarda la necessità di definire criteri condivisi per misurare la sostenibilità dei prodotti. Oggi, infatti, la mancanza di standard universalmente riconosciuti per la valutazione del ciclo di vita rende difficile confrontare in modo omogeneo le prestazioni ambientali delle diverse soluzioni presenti sul mercato. Per questo il Gruppo sostiene il lavoro di standardizzazione promosso da Eurovent e partecipa attivamente al confronto con istituzioni e operatori industriali.
Un ruolo sempre più centrale è attribuito anche alla filiera. La sostenibilità non riguarda più soltanto le singole aziende, ma coinvolge fornitori, partner e processi di approvvigionamento. «Il dibattito ESG non può più essere circoscritto ai singoli confini aziendali, ma sempre più si estende lungo l’intera catena di approvvigionamento, dove la sostenibilità diventa una responsabilità condivisa di filiera. Tracciabilità, procurement consapevole, monitoraggio dei fornitori e valutazione delle loro performance ESG non sono più solo leve reputazionali, ma fattori determinanti anche sul piano industriale e finanziario», sottolinea Mastrapasqua. In questa direzione Epta continua a utilizzare la piattaforma EcoVadis per monitorare le performance ESG dei propri fornitori e ha sviluppato, insieme a Deutsche Bank, un programma di supply chain finance che premia le imprese con i migliori rating ambientali e sociali.
Sul fronte climatico il Gruppo ha aderito nel 2025 alla Science Based Targets initiative (SBTi), fissando l’obiettivo di raggiungere il Net Zero entro il 2050. Il primo traguardo intermedio è previsto nel 2035, con una riduzione del 63% delle emissioni Scope 1 e Scope 2.
I risultati iniziano già a essere concreti. Nel 2025 Epta ha registrato una diminuzione del 10% delle emissioni dirette (Scope 1) e del 38% di quelle indirette legate ai consumi energetici (Scope 2) rispetto alla baseline del 2024, affiancando a questi obiettivi anche il raggiungimento del 97% di rifiuti di produzione avviati al riciclo. Parallelamente il Gruppo investe nella formazione attraverso collaborazioni con università, istituti tecnici, enti formativi e una rete internazionale di Training Center, oltre alla recente nascita della EptaService Academy, dedicata allo sviluppo delle competenze tecniche e operative.
Guardando al futuro, Mastrapasqua individua nella digitalizzazione la prossima grande sfida del comparto: «La vera sfida per il nostro settore sarà governare la convergenza tra refrigerazione, dati e intelligenza artificiale. Il punto vendita del futuro sarà sempre più una piattaforma intelligente, interconnessa e data-driven, in grado di ottimizzare in tempo reale consumi, manutenzione, assortimento ed esperienza del consumatore». Una prospettiva che, secondo Epta, porterà a un modello sempre più orientato ai servizi, con telemonitoraggio, manutenzione predittiva e gestione intelligente dell’energia a supporto dell’efficienza dei retailer.



















