Le famiglie britanniche hanno registrato un lieve miglioramento del reddito disponibile nel mese di maggio, ma il quadro complessivo continua a essere caratterizzato da forti pressioni sul bilancio domestico. È quanto emerge dall’ultimo Income Tracker di Asda, che misura la somma di denaro che resta alle famiglie dopo aver sostenuto le spese essenziali.
Secondo l’indagine, il nucleo familiare medio disponeva di 258 sterline a settimana dopo il pagamento delle bollette e delle principali necessità, pari a un incremento di 8,28 sterline rispetto allo stesso periodo del 2025. Un segnale positivo che riflette il rallentamento dell’inflazione e una moderata crescita del potere d’acquisto.
L’inflazione nel Regno Unito si è infatti attestata al 2,8%, il livello più basso registrato dal marzo 2025, grazie soprattutto alla frenata dei prezzi degli alimenti e delle bevande analcoliche. Tuttavia, il miglioramento non è sufficiente a cancellare le difficoltà che continuano a interessare una parte significativa della popolazione.
Il report evidenzia infatti come circa una famiglia su cinque disponga mediamente di appena 12 sterline settimanali dopo aver coperto le spese indispensabili. Ancora più critica la situazione per il 20% delle famiglie con i redditi più bassi, che continuano a registrare un deficit di circa 73 sterline a settimana rispetto ai costi essenziali, non riuscendo quindi a sostenere completamente le spese per alimentazione, utenze e beni di prima necessità.
Diversa la situazione per i nuclei con redditi più elevati, che continuano a beneficiare di una crescita delle risorse disponibili. Per queste famiglie, infatti, le spese per beni essenziali rappresentano una quota più contenuta del budget complessivo, rendendole meno vulnerabili all’aumento dei prezzi.
Secondo Sam Miley, responsabile Forecasting and Thought Leadership del Centre for Economics and Business Research (Cebr), il miglioramento registrato a maggio resta comunque debole. La crescita annua del reddito discrezionale si è attestata al 3,3%, mentre l’incremento mensile è stato limitato allo 0,6%, con livelli ancora inferiori rispetto a quelli di inizio anno.
Le prospettive per i prossimi mesi rimangono inoltre incerte. Il rallentamento del mercato del lavoro sta esercitando una pressione al ribasso sulla crescita salariale, mentre l’atteso aumento delle tariffe energetiche previsto da luglio potrebbe riaccendere le tensioni inflazionistiche. In questo contesto, anche eventuali tagli dei tassi d’interesse potrebbero essere rinviati al 2027.
Per sostenere i consumatori, Asda ha annunciato nuove riduzioni di prezzo su centinaia di prodotti di largo consumo, tra cui carne macinata, salsicce, uova, patate e fagioli in scatola. Una strategia che punta a rafforzare il posizionamento dell’insegna come supermercato full-range più conveniente del mercato britannico, in un contesto in cui la pressione sul costo della vita continua a influenzare le scelte di spesa delle famiglie.



















