Meijer ricalibra il private label: fibra nuovo driver, proteine restano centrali

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La crescente diffusione dei farmaci a base di GLP-1 e, più in generale, l’attenzione dei consumatori verso modelli alimentari più equilibrati stanno modificando in profondità le scelte di acquisto, con effetti diretti sugli assortimenti della distribuzione moderna. In questo contesto si inserisce l’iniziativa di Meijer, che sta ricalibrando il proprio private label con un focus più marcato su contenuti nutrizionali come fibre e proteine.

Secondo dietisti e osservatori di mercato, il 2026 potrebbe segnare un cambio di priorità: l’incremento dell’assunzione di fibre emerge come obiettivo nutrizionale principale, pur restando elevata l’attenzione verso le proteine. Le raccomandazioni indicano un fabbisogno giornaliero tra 25 e 38 grammi per gli adulti, un livello che molti consumatori faticano a raggiungere nella dieta quotidiana.

Alla luce di questo scenario, il retailer americano segnala che oltre 120 prodotti a marchio esclusivo contengono almeno 5 grammi di fibra per porzione, con una quota rilevante nella linea True Goodness by Meijer. Sul versante proteico, l’offerta supera le 700 referenze con almeno 10 grammi per porzione, distribuite tra diversi marchi: più di 300 prodotti Fresh from Meijer, circa 250 a marchio Meijer, 130 sotto Frederik’s by Meijer, oltre a ulteriori referenze nelle linee True Goodness e Crafted Market.

L’evoluzione dell’assortimento passa anche da nuove referenze previste nel corso dell’anno, tra cui un’insalata di pasta proteica, snack a base di proteine e prodotti a base di carne bovina affumicata. Si tratta di categorie che riflettono una crescente segmentazione dell’offerta tra convenienza, funzionalità e posizionamento premium.

Parallelamente, Meijer affianca all’offerta di prodotto un servizio di consulenza nutrizionale: attraverso Nutrition by Meijer i clienti possono accedere a dietisti per indicazioni personalizzate, con particolare attenzione all’aumento di fibre e proteine nella dieta. Un segnale di come alcune insegne stiano ampliando il proprio ruolo oltre la semplice vendita.

Tra i prodotti indicati come esempi di consumo quotidiano figurano alimenti di base come avena integrale, legumi, pasta integrale e cereali ricchi di crusca, a conferma di un approccio che combina funzionalità nutrizionale e accessibilità.

Il posizionamento di Meijer si inserisce in un quadro più ampio: negli ultimi mesi anche Kroger e Sprouts Farmers Market hanno ampliato l’offerta legata a proteine e fibre, mentre Associated Wholesale Grocers ha introdotto marchi focalizzati su prodotti funzionali e nutraceutici.

A fare da sfondo, le indicazioni delle autorità pubbliche, come quelle del USDA, che invitano a privilegiare nutrienti come proteine e fibre e a limitare il consumo di alimenti altamente processati.

Per la GDO, si tratta di un’evoluzione che va oltre il singolo trend: l’attenzione crescente verso il profilo nutrizionale degli alimenti sta trasformando il private label in uno strumento non solo competitivo sul prezzo, ma anche funzionale a intercettare nuovi comportamenti di consumo e a differenziare l’offerta in chiave salutistica.

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