PepsiCo mantiene invariate le previsioni per l’intero esercizio 2026, ma lancia un avvertimento sull’aumento dei costi delle materie prime atteso nella seconda parte dell’anno. Un contesto che si inserisce in una fase delicata per il gruppo, impegnato ad aumentare gli investimenti e a ridurre i prezzi di alcuni prodotti per riconquistare i consumatori più attenti al budget.
Nonostante risultati trimestrali superiori alle attese degli analisti, il mercato ha accolto con cautela i dati diffusi dall’azienda, penalizzando il titolo in Borsa. A pesare sono soprattutto le prospettive sui costi e la persistente debolezza del business alimentare in Nord America, dove le vendite sono diminuite del 2%.
Il quadro riflette le difficoltà che stanno attraversando molti produttori di alimenti confezionati negli Stati Uniti. Per rilanciare la domanda, le aziende stanno investendo nella riformulazione dei prodotti, ampliando l’offerta di referenze più salutari e riducendo i prezzi per rispondere a consumatori sempre più selettivi e influenzati anche dalla crescente diffusione dei farmaci dimagranti della classe GLP-1.
A complicare ulteriormente lo scenario contribuiscono l’aumento dei costi di imballaggi e logistica, alimentato dalle tensioni geopolitiche e dal mantenimento di prezzi elevati del petrolio.
Il direttore finanziario Steve Schmitt ha spiegato che l’inflazione dei costi produttivi dovrebbe intensificarsi nella seconda metà dell’anno. Tuttavia, l’azienda conta di compensare parte dell’impatto grazie ai rimborsi relativi ai dazi pagati in passato e ai programmi di efficientamento operativo.
Sul fronte commerciale, PepsiCo ha già ridotto fino al 15% i prezzi di marchi come Lay’s e Doritos in Nord America, nel tentativo di recuperare quote di mercato tra i consumatori che, a causa dell’inflazione, si stanno orientando verso prodotti meno costosi o confezioni di dimensioni ridotte.
L’amministratore delegato Ramon Laguarta ha attribuito la crescita dei volumi organici all’evoluzione del portafoglio prodotti e alla buona performance delle attività internazionali, sottolineando però come il potere d’acquisto delle famiglie resti sotto pressione. Secondo il manager, anche il rincaro dei carburanti ha inciso più del previsto sui consumi.
L’azienda continua inoltre ad ampliare la gamma di prodotti orientati al benessere, introducendo referenze prive di coloranti e aromi artificiali, come Gatorade Lower Sugar, e prodotti ad alto contenuto proteico, tra cui Propel Powder e Quaker Protein Rice Crisps.
Secondo gli analisti, la sfida principale per PepsiCo non è tanto quella di costruire marchi forti, quanto mantenerli rilevanti in un mercato in rapida evoluzione, offrendo ai consumatori maggiore scelta e innovazione.
Dal punto di vista finanziario, PepsiCo ha confermato l’obiettivo di una crescita organica del fatturato compresa tra il 2% e il 4% nel 2026, con un incremento dell’utile per azione rettificato a cambi costanti tra il 4% e il 6%. Per sostenere questi obiettivi, il gruppo prevede anche un aumento delle spese pubblicitarie e di marketing nel mercato nordamericano durante la seconda metà dell’anno.
Nel secondo trimestre il fatturato è cresciuto del 6,4%, raggiungendo 24,18 miliardi di dollari e superando le stime degli analisti. L’utile per azione rettificato si è attestato a 2,20 dollari, in aumento rispetto ai 2,12 dollari registrati nello stesso periodo del 2025, confermando la capacità del gruppo di difendere la redditività nonostante uno scenario operativo ancora complesso.



















