PepsiCo taglia le stime sugli utili 2026 e prepara una riduzione dei costi in Nord America

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PepsiCo riduce le previsioni sugli utili per il 2026 e prepara interventi sui costi per fronteggiare la pressione sui margini in Nord America. Il gruppo alimentare e delle bevande, proprietario di marchi come Pepsi, Lay’s, Mountain Dew e Cheetos, prevede ora una crescita dell’utile per azione rettificato compresa tra l’1% e il 2%, rispetto alla precedente indicazione collocata nella parte bassa dell’intervallo tra il 4% e il 6%.

La revisione accompagna i risultati del terzo trimestre, presentati l’8 ottobre, e riflette le difficoltà nel recuperare redditività sul mercato nordamericano. L’amministratore delegato Ramon Laguarta ha ribadito l’impegno a migliorare crescita e margine operativo rettificato, riconoscendo però che il percorso richiede più tempo del previsto. La pressione sui margini dovrebbe quindi proseguire anche nel quarto trimestre.

Per contenerne gli effetti, PepsiCo punta su recuperi di produttività, maggiore efficienza operativa e un controllo più rigoroso delle spese. Il gruppo sta individuando interventi strutturali per eliminare duplicazioni e limitare le uscite discrezionali, anche attraverso riduzioni dei costi centrali e delle iniziative non direttamente collegate alla crescita. Le misure saranno attuate nei prossimi mesi per finanziare nuovi investimenti e compensare l’aumento dei costi dei fattori produttivi.

Nel terzo trimestre i ricavi netti hanno raggiunto 25,7 miliardi di dollari, in aumento del 5,6%, mentre la crescita organica si è fermata al 3,1%. L’utile operativo è salito del 19% a circa 4,3 miliardi di dollari; quello rettificato ha registrato un incremento del 3%, attestandosi su un valore analogo.

Il quadro resta differenziato tra il Nord America e le attività internazionali. Nella divisione alimentare nordamericana, ricavi organici e volumi hanno mostrato un miglioramento rispetto al trimestre precedente, senza però evitare una lieve contrazione dei ricavi organici nel periodo. Gli snack salati hanno recuperato in termini di volumi e quota di mercato a volume, ma il beneficio è stato compensato da prezzi netti effettivi più bassi.

Il margine operativo rettificato della divisione è diminuito di 280 punti base. Sul risultato hanno pesato gli investimenti per rendere l’offerta più accessibile, le maggiori spese pubblicitarie e di marketing e il confronto con il trimestre dell’anno precedente, che aveva beneficiato di una plusvalenza derivante dalla vendita di un’attività.

Anche nelle bevande nordamericane la redditività ha subito una flessione, con un calo del margine rettificato di 15 punti base. Le pressioni sui volumi e sulla composizione delle vendite per canale si sono sommate ai maggiori investimenti pubblicitari. I ricavi netti sono cresciuti del 5%, soprattutto grazie alle acquisizioni effettuate l’anno scorso, mentre quelli organici sono leggermente diminuiti.

Segnali di miglioramento dei volumi sono arrivati dalle bevande per l’idratazione funzionale e dalle bibite gassate aromatizzate. Laguarta ha indicato innovazione, sostegno ai marchi e una gestione commerciale più mirata nei diversi canali come priorità per rafforzare la performance nordamericana.

Le attività internazionali hanno invece registrato una crescita organica dei ricavi dell’8%, il ritmo più elevato dal primo trimestre del 2024. Un risultato che sostiene il gruppo mentre il mercato nordamericano continua a richiedere interventi.

Su quest’ultimo si erano concentrate anche le critiche di Elliott Investment Management, che gestisce fondi con una partecipazione in PepsiCo da 4 miliardi di dollari. Nel settembre 2025 l’investitore aveva chiesto una struttura più snella, suggerendo di valutare il riaffidamento in franchising della rete di imbottigliamento nordamericana e una revisione del portafoglio bevande per ridurne la complessità.

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