Il gruppo britannico Morrisons avvia una nuova fase del proprio piano di riorganizzazione, con un impatto diretto sulla sede centrale e l’apertura di una consultazione su possibili esuberi, in un contesto di mercato sempre più complesso per il retail alimentare. La comunicazione ai dipendenti è arrivata lunedì 13 aprile, con incontri organizzati nel pomeriggio, mentre, secondo quanto riportato da Better Retailing, i responsabili di funzione sarebbero stati informati solo poche ore prima delle rispettive squadre, evidenziando una gestione rapida e, per alcuni, traumatica del processo.
Il piano si inserisce in un programma pluriennale avviato nel 2025, con l’obiettivo di ripensare alcune funzioni aziendali, concentrarsi sulle attività core per il cliente e semplificare strutture e processi operativi, anche attraverso l’automazione e un maggiore utilizzo di dati e intelligenza artificiale. L’azienda punta infatti a rendere le funzioni centrali più efficienti e maggiormente orientate al supporto della rete vendita, rafforzando la capacità di risposta in un contesto competitivo segnato da pressione sui margini, inflazione e cambiamenti nei comportamenti di acquisto.
Nel concreto, la ristrutturazione coinvolgerà diverse aree della struttura centrale, con la messa a rischio di un numero significativo di posizioni, anche se il gruppo non ha fornito cifre ufficiali; potrebbero essere centinaia i ruoli interessati. Fonti interne parlano di un clima difficile durante gli incontri, con reazioni emotive da parte dei dipendenti e preoccupazioni diffuse sul futuro occupazionale, anche alla luce dei prossimi risultati semestrali.
Il management ha sottolineato come si tratti di decisioni “difficili ma necessarie”, assicurando al contempo supporto ai lavoratori coinvolti, inclusa la possibilità di ricollocazione interna ove possibile. Questa nuova ondata di interventi arriva a meno di un mese da un precedente annuncio che prevedeva il taglio dell’intero team dedicato al convenience e il trasferimento delle attività di general merchandise in una nuova sede, più distante. Un segnale di come la trasformazione in atto sia profonda e riguardi l’intero modello organizzativo, con una revisione delle priorità strategiche e operative.
Il tutto avviene nonostante risultati commerciali recenti in moderata crescita: nel primo trimestre chiuso al 25 gennaio, Morrisons ha registrato un incremento delle vendite like-for-like del 2,8% e totali del 2,6%. Performance positive che tuttavia non dissipano le preoccupazioni degli analisti, soprattutto in relazione all’elevato livello di indebitamento accumulato dopo l’acquisizione da parte di un fondo di private equity nel 2021 e aggravato dall’aumento dei costi di finanziamento. Sul fronte dell’efficienza, il retailer ha già realizzato risparmi per 894 milioni di sterline nell’ambito del proprio piano di riduzione dei costi avviato negli anni scorsi, confermando una traiettoria di razionalizzazione strutturale.
In questo quadro, la leva dell’automazione e dell’AI si configura come elemento chiave per migliorare la produttività e ridurre le attività manuali, in linea con le trasformazioni in atto nel settore della GDO europea. La ristrutturazione di Morrisons si inserisce dunque in una dinamica più ampia che vede i retailer impegnati a bilanciare crescita, sostenibilità finanziaria e revisione dei modelli operativi, con implicazioni dirette anche sul capitale umano. Un passaggio delicato che riflette le tensioni attuali del mercato e la necessità, per gli operatori, di adattarsi rapidamente a un contesto in continua evoluzione.



















