Granarolo archivia il 2025 in crescita e rinnova la governance: Calzolari lascia, Fabbrino alla guida

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Cambio al vertice per Granarolo, che archivia il 2025 con conti in crescita e una nuova guida. L’assemblea dei soci riunita a Bologna ha approvato il bilancio e sancito l’uscita di Gianpiero Calzolari dalla presidenza dopo 17 anni, nominando al suo posto Stanislao Giuseppe Fabbrino. Il passaggio segna una svolta nella governance del gruppo lattiero-caseario, tra i principali operatori italiani del settore dairy e protagonista anche sui mercati internazionali. Calzolari lascia al compimento dei 70 anni, dopo aver guidato la società dal 2009 e aver accompagnato un lungo ciclo di sviluppo fondato su innovazione, crescita estera e rafforzamento della filiera.

Nel suo intervento di commiato, il presidente uscente ha sottolineato il percorso compiuto in quasi due decenni, evidenziando il ruolo dell’innovazione e dell’internazionalizzazione, senza trascurare il legame con il territorio e la responsabilità sociale d’impresa. Un ciclo che, ha ricordato, ha portato il gruppo a crescere grazie a scelte imprenditoriali orientate allo sviluppo. Il nuovo presidente Fabbrino, ingegnere con MBA e una lunga esperienza nelle operations, arriva alla guida con un profilo consolidato nel mondo cooperativo e industriale. Dal 2011 è presidente e amministratore delegato di Fruttagel e dal 2022 ricopre il ruolo di AD e DG di Deco Industrie, oltre a essere già consigliere di amministrazione di Granarolo e di Granlatte.

Nel suo primo intervento, Fabbrino ha richiamato l’eredità industriale lasciata da Calzolari e indicato come priorità la creazione di valore sostenibile nel tempo, puntando su competitività, sostenibilità ambientale e crescita internazionale. Sul fronte economico, il gruppo chiude il 2025 con un fatturato consolidato di 1,813 miliardi di euro, in crescita del 5,4% rispetto all’anno precedente. A perimetro costante e al netto dei cambi, l’incremento è pari al 5,2%, sostenuto in particolare dall’andamento dei mercati esteri e dall’aumento dei listini. L’Ebitda si attesta a 100,5 milioni di euro (+5,5%), pari al 5,5% dei ricavi, mentre l’Ebit raggiunge i 28,2 milioni. L’utile netto si ferma a 5,5 milioni, in un contesto che resta caratterizzato da pressioni sui costi e sulla marginalità.

Sale invece la posizione finanziaria netta, che raggiunge i 309,8 milioni di euro, in aumento di 71,3 milioni rispetto al 2024, riflettendo gli investimenti realizzati nel corso dell’anno. L’assemblea ha deliberato la distribuzione di un dividendo pari a 5 milioni di euro. Dal punto di vista geografico, l’Italia continua a rappresentare il principale mercato con il 60% dei ricavi, mentre l’Europa pesa per il 33% e i mercati extraeuropei per il 7%. Complessivamente, l’estero raggiunge il 40% del fatturato, confermandosi come leva strategica di sviluppo.

A trainare la crescita internazionale sono in particolare i formaggi freschi e le specialità casearie, tra cui la burrata prodotta nel nuovo stabilimento di Gioia del Colle, inaugurato nel corso dell’anno. Guardando al futuro, il piano strategico 2027-2030 individua alcune direttrici chiave: focalizzazione sul core business dairy, efficientamento industriale, aumento della capacità produttiva e maggiore specializzazione degli stabilimenti. Il cambio al vertice si inserisce dunque in una fase di continuità strategica ma anche di rinnovamento, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento del gruppo in un mercato sempre più competitivo e internazionale.

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