La più grande cooperativa apistica d’Europa presenta a TuttoFood 2026 il primo Bilancio di Sostenibilità. Un documento che va oltre la rendicontazione ESG e diventa racconto di un modello cooperativo fondato su biodiversità, tracciabilità, leadership femminile e valorizzazione del miele italiano.
Ci sono bilanci che servono a misurare. E altri che, oltre ai numeri, provano a raccontare un’identità. È in questa seconda direzione che si muove il primo Bilancio di Sostenibilità di CONAPI-Mielizia, presentato in anteprima a TuttoFood 2026 con un titolo che richiama direttamente il cuore della cooperativa: “Il nostro volo verso la sostenibilità”.
Un volo che parte dalle api, ma arriva molto più lontano. Perché dietro il miele che raggiunge gli scaffali della GDO e le tavole dei consumatori c’è una comunità di apicoltori, una filiera corta e controllata, un presidio diffuso sul territorio e una visione d’impresa che prova a tenere insieme produzione, ambiente e impatto sociale.
Fondata nel 1979, CONAPI è oggi la più grande cooperativa apistica d’Europa. Riunisce oltre 600 apicoltori, presidia più di 100 mila alveari distribuiti in Italia e tutela circa 5 miliardi di api. La produzione annua si attesta intorno alle 3 mila tonnellate di miele, tra convenzionale e biologico, mentre il fatturato raggiunge i 23,5 milioni di euro, con una crescita attesa del 5,5% nell’anno in corso.
Numeri che raccontano una dimensione industriale rilevante, ma che nel caso di CONAPI assumono un significato ulteriore: quello di una filiera integrata “dal fiore al vasetto”, dove i soci apicoltori conferiscono in esclusiva il prodotto raccolto e la cooperativa ne garantisce tracciabilità, qualità e identità lungo tutta la catena del valore.
“Presentare il nostro primo Bilancio di Sostenibilità a TuttoFood 2026 è per noi un momento di grande significato”, afferma Nicoletta Maffini, direttore generale di CONAPI-Mielizia. “Non si tratta semplicemente di rendicontare numeri e performance: è il racconto di chi siamo, di come lavoriamo ogni giorno insieme ai nostri soci apicoltori e di ciò che vogliamo rappresentare per il futuro dell’apicoltura italiana ed europea”.
Il documento, riferito all’esercizio luglio 2024-giugno 2025, mette a sistema le principali aree di impatto della cooperativa: governance, persone, ambiente, biodiversità e territorio. Un percorso che CONAPI ha costruito coinvolgendo in modo diretto soci, dipendenti, clienti, agenti, enti finanziari, fornitori, associazioni e partner. Particolarmente significativo il dato relativo ai fornitori, con il 100% dei soggetti coinvolti che ha partecipato al processo di definizione della materialità.
Alla base del modello c’è una governance cooperativa che resta fortemente ancorata alla base sociale. Il Consiglio di amministrazione è composto per il 91% da apicoltori cooperatori, mentre i soci sono 238 nell’annualità di riferimento: 113 biologici e 125 convenzionali. Un assetto che rafforza il legame tra chi produce, chi trasforma e chi porta il prodotto al mercato.
Accanto alla dimensione cooperativa, il Bilancio valorizza anche il capitale umano. CONAPI presenta una forte presenza femminile, pari a circa il 60% delle risorse complessive, e una struttura demografica giovane, con quasi il 70% delle persone nella fascia 30-50 anni. La leadership aziendale riflette questo equilibrio, con una direzione generale al femminile e donne alla guida delle principali aree aziendali.
Il capitolo ambientale è naturalmente centrale. Il presidio diretto di oltre 100 mila alveari contribuisce alla tutela della biodiversità e all’impollinazione su larga scala del territorio italiano. Ma la sostenibilità passa anche dall’innovazione di processo e di prodotto: tra gli esempi citati, il formato doypack, che consente una riduzione fino al 98% delle emissioni di CO₂ rispetto al vetro.
Nel percorso rientrano anche iniziative come il protocollo “Approved by CONAPI Bees”, pensato per certificare l’impegno di aziende e organizzazioni nella tutela ambientale, e progetti di divulgazione rivolti a scuole, famiglie e comunità locali, come il Parco delle Api e del Miele e la mostra “Vivere con le api”.
La sostenibilità, per CONAPI, si estende anche al territorio. Il modello cooperativo include attività educative, collaborazioni con il Terzo Settore, iniziative contro lo spreco alimentare, sostegno allo sport inclusivo e progetti culturali locali. Un impegno che rafforza il ruolo della cooperativa nell’area appenninica in cui ha sede e nei territori in cui operano i soci apicoltori.
“Crediamo fortemente nei valori di fiducia, trasparenza e qualità”, sottolinea Maffini. “Sin dalla nostra nascita, abbiamo lavorato per creare basi solide su cui costruire un business sostenibile. Questo primo Bilancio rappresenta un passo importante nel nostro percorso di responsabilità verso le persone, il Pianeta e le comunità in cui operiamo”.
A TuttoFood 2026, il racconto ESG si intreccia con quello di prodotto. Mielizia presenta la propria gamma di mieli italiani come espressione di una filiera nazionale tracciata e controllata, ma porta in fiera anche alcune novità pensate per intercettare nuovi momenti di consumo. Tra queste, il miele e peperoncino, orientato agli abbinamenti salati e gourmet, e il nuovo Millefiori Liquido, sviluppato per rispondere a esigenze di praticità e versatilità.
L’innovazione arriva in una categoria matura ma ancora strategica. Secondo i dati NielsenIQ riportati dalla cooperativa, nelle ultime 52 settimane al 29 marzo 2026 il mercato del miele nella GDO ha sviluppato vendite per 156,7 milioni di euro, 14,8 milioni di chili e 34,5 milioni di confezioni. Il comparto mostra una sostanziale stabilità, con una lieve flessione a valore e volume, ma un leggero incremento delle vendite unitarie.
Resta però aperto il tema della valorizzazione del miele italiano nel canale moderno. “Il miele italiano è riconosciuto all’estero come eccellenza agroalimentare, ma non riceve ancora in GDO nazionale una valorizzazione coerente con il suo reale valore e potenziale”, osserva Maffini.
È qui che la strategia di Mielizia prova a unire due piani: da un lato qualità, origine italiana e tracciabilità; dall’altro innovazione e ampliamento delle occasioni d’uso. In un mercato stabile, la crescita passa sempre più dalla capacità di raccontare il valore della filiera e di rendere il miele contemporaneo, senza snaturarne l’identità.
Il primo Bilancio di Sostenibilità non chiude dunque un percorso, ma ne apre uno nuovo. CONAPI ha già previsto una nuova rendicontazione ESG nel 2027, riferita all’anno agricolo 2025-2026. Un passaggio che conferma la volontà della cooperativa di rendere sempre più misurabile e comunicabile il proprio impatto.



















