Fiere di Parma accelera: ricavi oltre 55 milioni e nuovo piano di investimenti

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Fiere di Parma chiude il 2025 con ricavi consolidati superiori a 55 milioni di euro, in crescita del 22% rispetto ai 45 milioni registrati nell’esercizio precedente. L’EBITDA supera i 14 milioni, mentre l’utile netto evidenzia un netto miglioramento rispetto al 2024. A rafforzare il quadro è anche una posizione finanziaria netta positiva, che mette a disposizione della società una liquidità pari a 35 milioni di euro per sostenere il prossimo ciclo di investimenti.

L’assemblea degli azionisti ha approvato il bilancio 2025 e ha confermato la fiducia all’attuale Consiglio di amministrazione per i prossimi tre anni. Una decisione che rappresenta un mandato chiaro a proseguire il percorso di sviluppo avviato negli ultimi anni e che ha portato Fiere di Parma a posizionarsi tra le realtà più solide e profittevoli del panorama fieristico internazionale.

Sulla base dei risultati raggiunti, viene confermato il piano industriale che prevede per il 2026 ricavi pari a 65 milioni di euro, un EBITDA di circa 18 milioni e 30 milioni di investimenti tra infrastrutture e acquisizioni entro il 2030.

“I risultati del 2025 confermano la coerenza del nostro modello di business fondato su crescita organica e sviluppo attraverso alleanze strategiche”, afferma Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma. “Avere più che raddoppiato ricavi ed EBITDA rispetto al periodo pre-Covid, accumulato 35 milioni di liquidità per il prossimo ciclo di investimenti e attratto e cresciuto numerosi talenti non è un punto di arrivo, ma uno stimolo a insistere su questa traiettoria”.

Una traiettoria che punta su partnership strategiche, acquisizioni, investimenti mirati e internazionalizzazione dei format. Per Fiere di Parma, il ruolo delle manifestazioni fieristiche non si esaurisce nei giorni di evento, ma si estende alla capacità di generare indotto, attivare relazioni commerciali e portare sul territorio operatori internazionali in modo continuativo.

A supporto della crescita “on site”, il CDA ha deliberato l’acquisizione di oltre 200 mila metri quadrati di aree a est e a sud del quartiere fieristico, insieme alla realizzazione di un nuovo padiglione multifunzionale da 17 mila metri quadrati. L’intervento risponde a un’esigenza già emersa nel ciclo fieristico attuale: la saturazione degli spazi esistenti in occasione degli eventi a maggiore domanda.

Il nuovo padiglione consentirà di ampliare la capacità di accoglienza per manifestazioni ad alto potenziale, offrendo al tempo stesso una maggiore flessibilità organizzativa per eventi di grandi dimensioni e format medi con esigenze logistiche complesse.

Parallelamente, Fiere di Parma guarda alla crescita per linee esterne. La società sta valutando una decina di operazioni di M&A, con focus sia sul settore fieristico tradizionale sia sull’area digitale, in Italia e all’estero. L’approccio dichiarato è di tipo federante: non semplici acquisizioni di asset, ma integrazione di realtà imprenditoriali e dei team che le guidano, in una logica di sviluppo condiviso.

Il rafforzamento del gruppo si inserisce in una fase di forte dinamismo per il sistema fieristico legato all’agroalimentare. Fiere di Parma si appresta infatti a chiudere Tuttofood con un incremento di oltre il 30% delle presenze, molte delle quali provenienti dall’estero. Un dato che conferma il crescente profilo internazionale della manifestazione e il ruolo sempre più centrale della piattaforma Parma-Milano nel sistema globale del food & beverage.

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