La battaglia sul Nutri-Score si sposta a livello europeo. Lactalis, uno dei maggiori gruppi lattiero-caseari mondiali e proprietario di marchi come Parmalat e Galbani, ha confermato che il Consiglio di Stato francese ha deciso di rinviare alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea la controversia avviata dall’azienda contro il sistema di etichettatura nutrizionale.
Il gruppo francese aveva presentato ricorso nel settembre 2025 contro il decreto con cui il governo di Parigi aveva modificato, nel marzo dello stesso anno, l’algoritmo utilizzato per calcolare i punteggi del Nutri-Score. Secondo Lactalis, le nuove regole non sarebbero conformi al regolamento europeo Inco (Regolamento Ue 1169/2011), che disciplina le informazioni alimentari fornite ai consumatori.
Il Nutri-Score, introdotto in Francia nel 2017 su impulso del Ministero della Salute, utilizza una scala cromatica e alfabetica che va dalla A alla E per sintetizzare il profilo nutrizionale degli alimenti. Negli anni il sistema è stato adottato, su base volontaria, anche in Belgio, Spagna, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi.
Le modifiche introdotte nel 2025 miravano a rendere più coerente il sistema con le più recenti evidenze scientifiche e con le linee guida nutrizionali. Tra le principali novità, gli oli con un contenuto più basso di grassi saturi, come olio d’oliva, di colza e di noce, sono passati dalla valutazione C alla B. L’acqua è rimasta l’unica bevanda classificata con la A, mentre le bevande contenenti dolcificanti hanno subito un peggioramento del punteggio, passando da una valutazione B a una fascia compresa tra C ed E.
Sono inoltre cambiate le modalità di valutazione per latte, latte aromatizzato, yogurt da bere e bevande vegetali, che vengono ora classificati con l’algoritmo riservato alle bevande.
In una nota, Lactalis ha ribadito il proprio sostegno a una dieta equilibrata e a un’informazione chiara per i consumatori, ma ha contestato il tentativo della Francia di introdurre misure nazionali che renderebbero obbligatorio il nuovo sistema di etichettatura. Secondo il gruppo, la materia è già disciplinata dalla normativa europea e non può essere regolata unilateralmente dagli Stati membri.
La decisione del Consiglio di Stato francese di sospendere il procedimento e sottoporre la questione alla Corte di Giustizia rappresenta un passaggio significativo per il futuro del Nutri-Score. Il pronunciamento dei giudici europei potrebbe infatti influenzare non solo l’applicazione del sistema in Francia, ma anche il dibattito sulla sua eventuale adozione obbligatoria a livello comunitario.
La contestazione di Lactalis si inserisce in un contesto già caratterizzato da forti divisioni. Danone ha recentemente abbandonato il sistema, giudicando incoerente l’inserimento delle bevande lattiero-casearie e vegetali nella stessa categoria delle bibite analcoliche. Anche Nestlé ha annunciato la rimozione del Nutri-Score da alcuni prodotti commercializzati in Svizzera, pur mantenendolo nel resto d’Europa.
Le perplessità non riguardano soltanto le aziende. Il Portogallo ha rinunciato all’introduzione del sistema nel 2024, ritenendo che potesse generare classificazioni poco chiare per i consumatori. L’Italia, già nel 2022, aveva espresso una posizione critica, sostenendo che alcuni criteri di valutazione rischiassero di risultare fuorvianti e penalizzanti per prodotti tipici della dieta mediterranea.
La pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sarà quindi osservata con grande attenzione dall’intera filiera agroalimentare europea e potrebbe rappresentare uno snodo decisivo nel futuro delle etichette nutrizionali sul mercato comunitario.



















