Nestlé continua a ridisegnare il portafoglio e vende a Yellow Wood Partners una parte rilevante del business vitamine, minerali e integratori per 1 miliardo di dollari, circa 860 milioni di euro.
L’operazione comprende sette marchi: Nature’s Bounty, Osteo Bi-Flex, Ester-C, Gard, Nuun, Puritan’s Pride e Sisu, oltre al business statunitense degli integratori a marchio privato.
Nel 2025 queste attività hanno generato ricavi per 1,2 miliardi di dollari. Una dimensione tutt’altro che marginale, soprattutto considerando che parte dei brand era entrata nel gruppo solo nel 2021, quando Nestlé aveva rilevato asset di The Bountiful Company per 5,75 miliardi di dollari.
Il gruppo svizzero manterrà invece Solgar, marchio posizionato nella fascia premium. Ed è proprio qui che si legge meglio la logica dell’operazione: concentrare risorse e investimenti sulle attività dove Nestlé ritiene di avere maggiore capacità di differenziazione e pricing power.
«Stiamo concentrando le nostre risorse dove abbiamo il vantaggio competitivo più forte», ha dichiarato il CEO Philipp Navratil, sottolineando come il business mainstream degli integratori richieda una gestione diversa e più dedicata.
La cessione si inserisce in un percorso più ampio di razionalizzazione del portafoglio avviato dal nuovo management, che ha già ridotto l’esposizione del gruppo in categorie come gelati e acque attraverso operazioni societarie e joint venture.
La scelta arriva mentre il mercato health & wellness continua ad attirare capitali e operazioni di M&A. Solo poche settimane fa Procter & Gamble ha annunciato l’acquisizione di Thorne per 3,8 miliardi di dollari, segnale di un settore ancora molto conteso ma sempre più polarizzato tra marchi premium, specialistici e proposition mainstream.
Per Yellow Wood Partners, invece, l’acquisizione rappresenta un altro investimento su brand consumer maturi da gestire fuori dai grandi conglomerati. L’obiettivo dichiarato è accelerare innovazione e crescita attraverso una struttura più focalizzata.
Il closing è previsto nella prima metà del 2027. Per Nestlé, il passaggio conferma una linea ormai evidente: meno dispersione di capitale e più selettività sulle categorie e sui marchi considerati strategici.



















