Morrisons prepara una nuova riduzione del personale nella sede centrale di Bradford, dove oltre ottanta posti di lavoro sono a rischio nell’ambito della riorganizzazione delle attività amministrative e commerciali. Secondo quanto riferito da dipendenti al quotidiano locale Telegraph & Argus, le posizioni interessate sarebbero circa 86 e i lavoratori coinvolti sarebbero stati informati martedì.
Le proposte sono soggette a consultazione e il numero definitivo degli esuberi potrebbe quindi cambiare, mentre prosegue il piano pluriennale con cui la catena britannica punta a contenere i costi e semplificare la propria struttura, in un mercato caratterizzato da forte concorrenza e maggiori oneri operativi.
Un ruolo crescente nella trasformazione è affidato all’utilizzo dei dati, all’automazione e all’intelligenza artificiale, strumenti che Morrisons aveva annunciato di voler estendere ulteriormente nel corso dell’anno. L’amministratore delegato Rami Baitiéh aveva già indicato il loro contributo al raggiungimento di 940 milioni di sterline di risparmi nell’arco degli ultimi tre anni.
Il nuovo intervento arriva a pochi mesi dalla ristrutturazione annunciata ad aprile, quando erano state messe a rischio circa 200 posizioni nella sede di Hilmore House, un numero pari a poco meno di un decimo del personale presente nel sito di Bradford. In quell’occasione, l’azienda aveva motivato la decisione con la necessità di snellire le funzioni centrali e automatizzare una serie di processi manuali.
Nel corso dell’anno, un distinto riassetto aveva inoltre coinvolto i gruppi di lavoro dedicati ai negozi di prossimità e ai prodotti non alimentari, mettendo a rischio circa 100 posti negli uffici centrali. Il progetto prevedeva l’unificazione delle attività commerciali dei supermercati e del canale convenience in una sola divisione, insieme al trasferimento a Warrington di parte delle attività di acquisto del comparto non alimentare.
La revisione dei costi si estende anche alla rete di vendita: a maggio Morrisons aveva annunciato un piano per chiudere fino a 100 punti vendita Morrisons Daily in perdita, con ulteriori centinaia di posti di lavoro a rischio. Si tratta di un altro fronte della riorganizzazione, che affianca gli interventi sulle strutture centrali.
Nell’esercizio concluso a ottobre 2025, l’organico della catena si era già ridotto di quasi 5.000 unità, sebbene l’azienda avesse precisato che gran parte del calo derivava da uscite non sostituite, anziché da un ulteriore programma generalizzato di licenziamenti nei supermercati.
Per Morrisons, la ristrutturazione risponde all’esigenza di rendere l’attività più semplice ed efficiente, adeguando l’organizzazione alle pressioni sui costi. L’azienda aveva precedentemente assicurato sostegno ai dipendenti interessati durante il confronto sulle proposte e l’impegno a ricercare, dove possibile, opportunità di ricollocazione in ruoli alternativi.



















