Walmart pagherà 50 milioni di dollari per chiudere il contenzioso con il governo statunitense sulle accuse secondo cui le farmacie del gruppo avrebbero dispensato consapevolmente migliaia di prescrizioni non valide di oppioidi e altri medicinali contenenti sostanze sottoposte a controllo. L’accordo, accettato dalla società senza ammettere responsabilità, riguarda presunte violazioni del Controlled Substances Act risalenti al giugno 2013.
L’azione giudiziaria, avviata dal Dipartimento di Giustizia nel dicembre 2020 davanti al tribunale federale del Delaware e modificata nel 2022, chiamava in causa sia i farmacisti sia il personale aziendale incaricato di verificare il rispetto della normativa. Secondo l’accusa, alcuni responsabili sapevano che determinati medici operavano come cosiddette “pill mills”, strutture dedite alla prescrizione indiscriminata di farmaci controllati, ma avrebbero comunque consentito alle farmacie di dispensare medicinali sulla base delle loro ricette.
Le contestazioni riguardavano anche prescrizioni che presentavano evidenti segnali d’allarme, fra cui combinazioni pericolose di medicinali, dosaggi elevati di oppioidi riproposti nel tempo e richieste anticipate di rinnovo delle forniture. Circostanze che, secondo il governo, avrebbero dovuto indurre il personale ad approfondire la regolarità delle ricette prima di consegnare i farmaci.
A segnalare le anomalie sarebbero stati gli stessi farmacisti della catena, attraverso migliaia di moduli con cui documentavano il rifiuto di dispensare medicinali in situazioni ritenute sospette. Queste comunicazioni sarebbero arrivate agli uffici preposti ai controlli, che tuttavia, secondo la ricostruzione dell’accusa, avrebbero privilegiato altri obiettivi aziendali senza svolgere le necessarie verifiche.
Fra gli elementi richiamati nel procedimento figura anche la posizione di un dirigente che avrebbe considerato la promozione delle vendite e la sensibilizzazione dei pazienti un impiego del tempo dei responsabili migliore rispetto all’analisi delle segnalazioni. Un passaggio sul quale il Dipartimento di Giustizia ha posto l’attenzione nel descrivere le presunte carenze del sistema di controllo interno.
Oltre al pagamento dei 50 milioni di dollari, Walmart ha sottoscritto un accordo con la Drug Enforcement Administration, l’agenzia federale antidroga, assumendo una serie di obblighi destinati a rafforzare la vigilanza nelle proprie farmacie. La società dovrà istituire una linea dedicata attraverso cui dipendenti e pazienti potranno segnalare sospette dispensazioni illegali, monitorare l’andamento delle forniture di medicinali e predisporre una procedura per valutare i medici sospettati di rilasciare prescrizioni contrarie alla legge.
Cheri Oz, della DEA, ha sottolineato che dispensare oppioidi sulla base di ricette illegittime espone a rischi pazienti e comunità, indebolendo le protezioni concepite per prevenire l’uso improprio di medicinali capaci di creare dipendenza. L’intesa, ha spiegato, interviene sulle condotte passate e introduce obblighi precisi per evitare che le stesse criticità si ripetano.
Stanley Woodward, Associate Attorney General, ha ribadito l’impegno del Dipartimento di Giustizia a far rispettare gli obblighi delle farmacie, evidenziando come i potenziali profitti non possano giustificare comportamenti che contribuiscano ad alimentare l’epidemia di oppioidi negli Stati Uniti.
Walmart ha precisato in una comunicazione agli organismi di vigilanza di aver raggiunto l’accordo senza ammettere responsabilità e di avere accantonato, al 31 luglio 2026, una somma definita non significativa sotto il profilo finanziario. La chiusura del contenzioso arriva mentre il gruppo registra vendite nette nel secondo trimestre pari a 186,1 miliardi di dollari, in aumento del 5,9% su base annua, e rivede al rialzo le previsioni per l’esercizio fiscale 2027.



















