Barry Callebaut, il gruppo svizzero leader mondiale nella produzione di cioccolato e prodotti a base di cacao, ha chiuso l’esercizio fiscale 2025/26 con ricavi pari a 12,19 miliardi di franchi svizzeri, in diminuzione del 17,6% rispetto ai 14,79 miliardi dell’anno precedente. A cambi costanti, la flessione è stata del 15,2%, principalmente per effetto della riduzione dei prezzi di vendita collegati alle quotazioni delle fave di cacao.
I volumi complessivi si sono attestati a 2,11 milioni di tonnellate, in calo dello 0,7%, ma il quarto trimestre ha registrato una crescita del 5,7%, segnando il secondo trimestre consecutivo di ripresa. Una performance superiore all’andamento del mercato mondiale del cioccolato dolciario, che secondo i dati Nielsen ha registrato una contrazione del 4,3%.
L’utile operativo ricorrente è sceso del 15,6% a 594 milioni di franchi, mentre l’utile netto si è attestato a 157,7 milioni, in diminuzione del 16,3%. Il segmento Global Chocolate ha registrato una contrazione dei volumi dello 0,5%, mentre Global Cocoa ha segnato un calo dell’1,8%, recuperando tuttavia nella seconda metà dell’esercizio.
Particolarmente positiva la performance dell’area Asia-Pacifico, Medio Oriente e Africa, dove i volumi sono cresciuti del 9,8%, sostenuti soprattutto da India, Cina e Australia. L’Europa occidentale ha registrato un incremento dello 0,2%, mentre il Nord America ha subito una flessione del 6,1%. Il segmento Gourmet ha chiuso l’anno con volumi in crescita dello 0,8%, grazie soprattutto al progresso del 13,6% nell’ultimo trimestre.
Uno degli elementi più significativi del bilancio riguarda la posizione finanziaria. Il flusso di cassa disponibile ha raggiunto 2,01 miliardi di franchi, contro un valore negativo di 312 milioni nell’esercizio precedente, consentendo di ridurre l’indebitamento netto del 42,5%, da 4,3 a 2,47 miliardi di franchi.
Sul fronte delle materie prime, Barry Callebaut segnala che i prezzi medi delle fave di cacao sono diminuiti del 44% rispetto all’esercizio precedente, grazie al miglioramento dell’offerta mondiale e alla ripresa della produzione in Africa occidentale e America Latina. Anche i prezzi dello zucchero hanno registrato una riduzione media del 14%.
Il gruppo prosegue intanto nell’attuazione del piano strategico Focus for Growth, che prevede investimenti produttivi, innovazione e razionalizzazione della rete industriale. Sono stati approvati un ampliamento dello stabilimento canadese di Brantford e la costruzione di un nuovo sito produttivo a Karawang, in Indonesia, mentre sono previste le chiusure degli impianti di Hendersonville, negli Stati Uniti, e Chester, nel Regno Unito.
Sul piano commerciale, Barry Callebaut ha annunciato l’evoluzione dello storico rapporto con Hershey, il cui attuale accordo scadrà alla fine del 2027. La transizione comporterà un impatto negativo stimato dell’1% sui volumi del prossimo esercizio. È stato inoltre sottoscritto un accordo strategico quindicennale con Mondelēz International per sviluppare nuovi modelli di coltivazione del cacao in Brasile.
«I risultati dell’esercizio 2025/26 dimostrano i primi progressi, tra cui il ritorno alla crescita dei volumi nella seconda metà dell’anno, una forte generazione di cassa e una significativa riduzione dell’indebitamento», ha dichiarato l’amministratore delegato Hein Schumacher, sottolineando la volontà di concentrare le risorse sui segmenti e sui clienti a maggiore valore aggiunto.
Per l’esercizio 2026/27, Barry Callebaut prevede una crescita dei volumi compresa tra l’1% e il 3%, un incremento dell’utile operativo ricorrente tra il 3% e il 5% e un miglioramento di circa il 30% dell’utile ricorrente ante imposte, a cambi costanti. Il consiglio di amministrazione proporrà infine un dividendo invariato di 29 franchi per azione.



















