Unilever ha chiuso il terzo trimestre del 2026 con un fatturato di 13,3 miliardi di euro, in crescita del 6,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sostenuto dall’andamento positivo delle vendite, dalle acquisizioni e dall’effetto favorevole dei cambi. La crescita organica si è attestata al 5,2%, con un incremento dei volumi del 2,9% e dei prezzi del 2,3%, questi ultimi ritoccati per compensare l’aumento dei costi delle materie prime. I marchi principali del gruppo hanno registrato una crescita del 5,8%, accompagnata da un aumento dei volumi del 3,3%.
A trainare i risultati sono state soprattutto le attività dedicate alla cura della casa e della persona. La divisione Home Care ha registrato una crescita organica del 9,1%, con volumi in aumento del 5,4%, grazie in particolare alle buone performance dei detergenti per il bucato nei mercati emergenti. Personal Care è cresciuta del 6,3%, sostenuta dai prodotti per la pulizia della pelle e dai deodoranti, mentre Beauty & Wellbeing ha segnato un incremento del 5,7%, con risultati particolarmente positivi per marchi come Dove, Vaseline, Sunsilk e Clear.
Decisamente più debole l’andamento della divisione Foods, che ha registrato una crescita organica di appena lo 0,1%, con volumi in calo dell’1,1% e prezzi in aumento dell’1,3%. La domanda nei mercati emergenti e la crescita di Unilever Food Solutions, specializzata nella ristorazione professionale, hanno compensato la debolezza delle vendite al dettaglio nei mercati sviluppati. In particolare, il gruppo segnala condizioni di mercato difficili e una maggiore concorrenza nel settore dei condimenti negli Stati Uniti, dove sta intervenendo attraverso innovazioni di prodotto e correzioni dei prezzi. Anche il marchio Hellmann’s risente della minore presenza nei segmenti in maggiore espansione, come quelli delle maionesi premium e a base di avocado.
Dal punto di vista geografico, i mercati emergenti hanno registrato una crescita organica del 9,5%, con volumi in aumento del 6%, trainati soprattutto da India, America Latina e Sud-est asiatico. Nei mercati sviluppati, invece, le vendite organiche sono diminuite dello 0,9%, con una flessione dell’1,7% in Europa e dello 0,7% in Nord America.
Parallelamente prosegue il progetto di integrazione delle attività alimentari di Unilever con McCormick, annunciato a marzo, che porterà alla creazione di un grande gruppo internazionale specializzato in aromi, condimenti e prodotti alimentari. L’operazione, alla quale lavorano oltre 200 dipendenti distribuiti in venti gruppi operativi, procede secondo i programmi, pur restando subordinata alle autorizzazioni delle autorità competenti e all’approvazione degli azionisti di McCormick. La separazione del business alimentare consentirà a Unilever di concentrarsi maggiormente sui prodotti per la cura della persona e della casa, dopo lo scorporo delle attività dei gelati completato nel dicembre 2025.
Alla luce dei risultati dei primi nove mesi, il gruppo ha migliorato le previsioni per l’intero esercizio, stimando ora una crescita dei volumi di almeno il 3%, mentre l’incremento organico delle vendite dovrebbe rimanere compreso tra il 4% e il 6%. Confermata anche la previsione di un moderato miglioramento del margine operativo sottostante rispetto al 20% registrato nel 2025. Il dividendo trimestrale è stato fissato a 0,4664 euro per azione, in aumento del 3% su base annua.
«Abbiamo registrato un altro trimestre di crescita competitiva, sostenuto dalla continua espansione dei volumi e da un aumento dei prezzi per compensare l’impatto dei maggiori costi delle materie prime», ha dichiarato l’amministratore delegato Fernando Fernandez, sottolineando come la trasformazione in corso stia rendendo Unilever un gruppo più semplice, focalizzato e competitivo.



















