L’acquisizione di Ceconomy da parte del colosso cinese dell’e-commerce JD.com ha ottenuto il via libera della Commissione europea, ma con una serie di condizioni destinate a restare in vigore per dieci anni. L’operazione, dal valore di 2,2 miliardi di euro, porta nell’orbita del gruppo asiatico una delle principali reti europee di distribuzione di elettronica di consumo, che comprende le insegne MediaWorld, MediaMarkt e Saturn. Una presenza commerciale che conta complessivamente 1.068 negozi in undici Paesi, di cui 153 in Italia.
L’autorizzazione di Bruxelles arriva al termine di un’indagine condotta nell’ambito del regolamento europeo sulle sovvenzioni estere, avviata per verificare se gli aiuti pubblici ricevuti da JD.com in Cina potessero alterare le condizioni di concorrenza nel mercato unico. La Commissione ha individuato finanziamenti agevolati, incentivi fiscali e contributi pubblici potenzialmente in grado di assicurare al gruppo vantaggi rispetto agli operatori europei.
Il principale rischio riguarda la possibilità che JD.com utilizzi risorse finanziarie e infrastrutture sviluppate grazie al sostegno pubblico cinese per praticare politiche commerciali particolarmente aggressive, trasferendo sul mercato europeo la forte competizione sui prezzi che caratterizza quello asiatico. Una prospettiva che preoccupa sia le catene concorrenti sia i produttori di elettronica ed elettrodomestici.
Per l’industria europea, infatti, la questione non riguarda soltanto i prezzi di vendita. Il passaggio di Ceconomy sotto il controllo cinese potrebbe modificare anche gli equilibri commerciali all’interno dei punti vendita, favorendo una maggiore presenza di marchi cinesi sugli scaffali e sulle piattaforme digitali. Si tratta di un timore espresso dagli operatori del settore, non di una conseguenza già accertata dell’acquisizione.
Per contenere questi rischi, Bruxelles ha imposto tre condizioni. I rapporti finanziari e le operazioni tra JD.com e Ceconomy dovranno rispettare le normali condizioni di mercato, mentre i servizi logistici, di magazzino e tecnologici del gruppo cinese dovranno essere accessibili anche agli altri rivenditori alle medesime condizioni riservate alla società acquisita. Il rispetto degli impegni sarà verificato da un organismo indipendente sotto la supervisione della Commissione europea.
L’operazione presenta inoltre implicazioni per il mercato francese, considerando che Ceconomy è il secondo azionista di Fnac Darty, gruppo a sua volta interessato da un’offerta pubblica d’acquisto promossa da EP Group, riconducibile all’imprenditore ceco Daniel Křetínský.
Per JD.com, quotata a Hong Kong e al Nasdaq, l’acquisizione rappresenta un passaggio importante nella strategia di espansione internazionale, in una fase caratterizzata dal rallentamento dei consumi cinesi e dalla pressione sui margini esercitata dalla concorrenza tra piattaforme digitali. Il gruppo punta così a rafforzare la propria presenza in Europa attraverso una rete commerciale già consolidata, integrando negozi fisici, commercio elettronico e servizi logistici.
Il via libera europeo consente dunque all’operazione di procedere, ma introduce vincoli significativi per il prossimo decennio. Al centro resta la necessità di evitare che i vantaggi derivanti dai sussidi pubblici cinesi si traducano in una concorrenza distorta, con conseguenze per la distribuzione e per l’industria europea dell’elettronica di consumo.



















