Via libera del Senato al piano per l’agricoltura “Coltiva Italia”da oltre un miliardo

Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Telegram
Email
Print

Via libera del Senato al disegno di legge Coltiva Italia, il provvedimento del Governo Meloni che mette a disposizione oltre 1,1 miliardi di euro per sostenere l’agricoltura italiana, rafforzare le filiere agroalimentari strategiche e favorire il ricambio generazionale. Il testo è stato approvato con 76 voti favorevoli, nessun contrario e 64 astensioni e prevede interventi distribuiti nel triennio 2026-2028, con particolare attenzione alla produzione di carne bovina, olio d’oliva e cereali, alla ricerca e all’innovazione tecnologica.

«Il Coltiva Italia è il principale intervento strategico in agricoltura dai tempi, erano gli anni ’70, della legge Quadrifoglio predisposta dall’allora ministro Giovanni Marcora», ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, sottolineando la continuità del provvedimento con le politiche agricole dell’esecutivo.

La parte più consistente delle risorse, pari a 900 milioni di euro, è destinata al rafforzamento delle filiere produttive. In particolare, 300 milioni finanzieranno il Fondo per la Sovranità alimentare, con interventi a sostegno della coltivazione di frumento, soia e altre produzioni nelle quali l’Italia presenta un deficit produttivo. Altri 300 milioni saranno destinati al programma Allevamento Italia, finalizzato a ridurre la dipendenza dalle importazioni di carne bovina e a sostenere la filiera nazionale, con particolare attenzione alla linea vacca-vitello. Un ulteriore stanziamento di 300 milioni finanzierà il Piano Olivicolo Nazionale, attraverso il reimpianto degli oliveti, l’introduzione di varietà resistenti e il recupero della capacità produttiva delle aziende.

Per favorire la stabilità dei mercati cerealicoli sono previsti 10 milioni di euro destinati ai contratti di filiera del frumento, con crediti d’imposta compresi tra il 20% e il 40% in funzione della durata degli accordi, da tre a cinque anni, e prezzi concordati per l’intero periodo contrattuale.

Sul fronte del ricambio generazionale, il provvedimento stanzia 150 milioni di euro per facilitare l’accesso al credito da parte di giovani imprenditori agricoli tra i 18 e i 41 anni e delle donne. Attraverso Ismea saranno inoltre messi a bando 8.417 ettari di terreni agricoli, assegnabili ai giovani in comodato d’uso gratuito per dieci anni, con possibilità di riscatto al 50% del valore iniziale. I Comuni potranno anche censire i terreni abbandonati o inutilizzati e favorirne il ritorno alla coltivazione attraverso concessioni e affitti.

Alla ricerca e all’innovazione sono riservati 13,5 milioni di euro, con l’assunzione di 45 ricercatori al Crea e investimenti in agricoltura di precisione, intelligenza artificiale, sensoristica e meccatronica. Prevista anche la trasformazione di Agea in Ageait, Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, Innovazione e Tecnologia, insieme a misure di semplificazione amministrativa per rendere più rapido l’accesso ai finanziamenti pubblici.

Il disegno di legge introduce infine una moratoria di dodici mesi sulla quota capitale dei finanziamenti per le imprese agricole colpite da epizoozie nel 2025, a determinate condizioni di perdita di fatturato o produzione.

«Gli esiti e i frutti di questo provvedimento saranno importanti e li vedremo perché sosteniamo le filiere, il ricambio generazionale e la ricerca», ha affermato Lollobrigida, ribadendo l’obiettivo di rafforzare l’autonomia produttiva dell’agricoltura italiana e garantire prospettive di sviluppo alle nuove generazioni.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Pocket
WhatsApp
Non perdere niente! Iscriviti alla nostra newsletter.

Lascia un commento