Capsule di caffè, compost e solidarietà: nel Delta dell’Ebro un progetto di Nespresso da otto milioni di pasti

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Nespresso celebra i quindici anni di “Arroz Solidario”, il progetto di economia circolare che utilizza i fondi di caffè recuperati dalle capsule riciclate per produrre compost destinato alla coltivazione del riso nel Delta dell’Ebro, in Spagna. La produzione ottenuta viene successivamente acquistata dall’azienda e donata alla Federazione spagnola dei banchi alimentari, Fesbal.

Avviata nel 2011, l’iniziativa ha consentito finora di distribuire quasi 2.000 tonnellate di riso, equivalenti a circa otto milioni di porzioni. Soltanto nell’ultimo anno sono state donate 215 tonnellate, il 5% in più rispetto all’esercizio precedente.

Il progetto prende il via dalle capsule conferite dai consumatori nei punti di raccolta Nespresso. Durante il trattamento, l’alluminio viene separato dai fondi di caffè e avviato al riutilizzo, mentre la componente organica è trasformata in compost e impiegata come fertilizzante nelle risaie del Delta dell’Ebro.

Alla produzione partecipa la Camera risicola del Montsià attraverso la cooperativa di Amposta, nella provincia di Tarragona. Attualmente sono coinvolti sei agricoltori, tre donne e tre uomini, che lavorano su una superficie complessiva di 70 ettari, con una resa media di circa 5.000 chilogrammi per ettaro.

Al termine della raccolta Nespresso acquista l’intera produzione e la consegna a Fesbal. «Dopo il riciclo acquistiamo il compost, lo forniamo alla Camera risicola e, una volta coltivato il riso, compriamo il raccolto e lo doniamo a Fesbal», ha spiegato Nayara Fuentes, responsabile della sostenibilità di Nespresso in Spagna.

L’iniziativa mette così in collegamento le diverse fasi della filiera, dal consumo del caffè al recupero delle capsule, fino all’utilizzo agricolo dei residui e alla distribuzione del prodotto alle persone in condizioni di vulnerabilità.

Secondo Àlex Morales, presidente della Camera risicola del Montsià, il compost permette di restituire materia organica ai terreni. «Non soltanto chiudiamo il cerchio valorizzando una risorsa che arricchisce il suolo, ma coltiviamo un riso di qualità proteggendo la biodiversità della nostra casa, il Delta dell’Ebro».

Nel 2025 il progetto ha ricevuto la “Spiga d’oro”, il riconoscimento assegnato da Fesbal. Vanessa Espinar, responsabile della raccolta fondi della federazione, ha definito la collaborazione «un pilastro fondamentale», capace di portare gli aiuti direttamente sulle tavole di migliaia di persone in difficoltà.

Il ciclo produttivo comincia tra febbraio e aprile con la preparazione del terreno, prosegue con la semina a maggio e con il controllo dell’acqua e della nutrizione delle risaie a giugno. Dopo la maturazione nei mesi di luglio e agosto, la raccolta viene effettuata a settembre.

Il progetto richiama inoltre l’attenzione sulla delicata situazione ambientale del Delta dell’Ebro. «Il territorio si trova in un momento critico, minacciato dalla regressione e dalle inondazioni. Esiste una soluzione per invertire questa tendenza, ma è necessario agire con urgenza», ha avvertito Rafa Sánchez, direttore tecnico della Mesa del Consenso del Delta dell’Ebro.

Guillermina Fumadó, agricoltrice e consigliera della Camera risicola del Montsià, ha infine sottolineato l’evoluzione del ruolo femminile nel settore: «Il cambiamento non consiste nell’arrivo delle donne nei campi, ma nel riconoscimento del loro ruolo attraverso la partecipazione alle decisioni».

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