Consumi Uk sotto pressione: inflazione in frenata ma il carovita continua a pesare sul retail

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Nonostante il rallentamento dell’inflazione nel Regno Unito, le famiglie continuano a fare i conti con un potere d’acquisto sotto pressione. È quanto emerge dall’ultimo Asda Income Tracker, secondo cui ad aprile l’inflazione si è attestata al 2,8%, il livello più basso degli ultimi tredici mesi, senza però tradursi in un reale alleggerimento per molti nuclei familiari.

Il rapporto evidenzia infatti che, per il terzo mese consecutivo, il costo dei beni essenziali è cresciuto più rapidamente rispetto ai salari, erodendo la capacità di spesa soprattutto delle famiglie lavoratrici tra i 30 e i 49 anni, considerate la fascia economicamente più attiva del Paese.

A pesare sui bilanci domestici continuano a essere soprattutto energia e carburanti, ancora influenzati dalle tensioni geopolitiche internazionali e dal conflitto in Iran. Ad aprile l’inflazione dei carburanti è balzata dal 4,9% di marzo al 23%, mentre il prezzo del gasolio da riscaldamento risulta superiore del 129,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il quadro appare particolarmente critico per le fasce a basso reddito. Secondo il tracker, i nuclei con i guadagni più contenuti registrano un deficit medio di 75 sterline alla settimana, mentre il divario di capacità di spesa tra le famiglie più ricche e quelle più povere si è ampliato di circa 18,75 sterline settimanali nell’ultimo anno.

Le difficoltà maggiori riguardano inoltre i più giovani. Gli under 30 destinano il 68,2% del proprio reddito alle spese essenziali, la quota più elevata tra tutte le fasce anagrafiche, anche a causa dell’aumento dei canoni di affitto.

Le famiglie tra i 30 e i 49 anni, pur registrando il reddito lordo medio più alto – circa 1.412 sterline a settimana – devono sostenere anche le spese più consistenti: 817 sterline per beni e servizi essenziali e altre 291 sterline in tasse.

In questo contesto, Asda ha annunciato nuove iniziative commerciali per rafforzare il proprio posizionamento sul fronte convenienza. Con la campagna “Take a Fresh Look”, la catena britannica ha avviato una revisione dell’offerta nei punti vendita, introducendo tagli di prezzo su centinaia di prodotti di largo consumo, tra cui carne macinata, salsicce, uova e fagioli in scatola.

L’insegna rivendica inoltre di mantenere prezzi inferiori rispetto ai principali competitor britannici come Tesco, Sainsbury’s e Morrisons su migliaia di referenze.

“Molte famiglie continuano a sentirsi in difficoltà economica rispetto a sei mesi fa”, ha spiegato un portavoce di Asda, sottolineando come l’obiettivo dell’insegna sia offrire prezzi più bassi e maggiore scelta nei segmenti più acquistati dai consumatori.

Anche secondo Sam Miley, responsabile Forecasting and Thought Leadership del centro studi Cebr, la frenata dell’inflazione rappresenta un segnale positivo ma ancora insufficiente. “I consumatori hanno beneficiato della riduzione del price cap energetico per il secondo trimestre, ma le pressioni inflazionistiche legate alla crisi energetica restano elevate e potrebbero intensificarsi nuovamente nei prossimi mesi”, ha osservato l’analista.

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