Nonostante le difficoltà operative emerse negli ultimi mesi, Intermarché conferma le proprie ambizioni sul mercato belga, fissando un obiettivo chiaro: raggiungere i 3 miliardi di euro di fatturato entro il 2030. Un traguardo che passa attraverso crescita organica, razionalizzazione della rete e nuovi formati urbani. La filiale belga del gruppo dei Mousquetaires è finita al centro dell’attenzione a inizio anno, dopo una serie di segnalazioni da parte di affiliati che denunciavano criticità significative sul fronte IT e logistico, soprattutto in seguito all’integrazione di Mestdagh. Problemi nelle consegne, errori negli ordini e disservizi hanno inciso sulle vendite e sui margini, arrivando in alcuni casi a determinare fallimenti tra gli imprenditori indipendenti.
Le difficoltà sono state riprese da diversi media, tra cui Le Monde, ma il management respinge le accuse e rilancia. In un’intervista a LSA, il presidente Laurent Boutbien e il CEO Arnaud Meyrant hanno sottolineato come l’acquisizione di Mestdagh fosse necessaria per raggiungere una massa critica nel Paese, condizione indispensabile per competere in modo strutturato. I numeri, secondo il gruppo, confermerebbero la bontà della strategia: nonostante la riduzione della rete da 166 a 151 punti vendita – con ulteriori 13 negozi ancora in cerca di un acquirente – la crescita organica ha raggiunto l’11% nel 2024 e ha superato il 6% nel 2025, performance superiore alla media del mercato.
Nel 2025, Intermarché ha registrato in Belgio un fatturato di 1,97 miliardi di euro, accompagnato però da una perdita di 46 milioni, legata principalmente agli investimenti per l’integrazione di Mestdagh e al rinnovamento dei punti vendita. La quota di mercato nazionale resta sotto il 6%, ma in Vallonia supera il 13%, posizionando l’insegna al terzo posto dietro Colruyt e Delhaize, ma davanti a Carrefour Belgium.
Il ritorno alla redditività è previsto entro il 2027, mentre il salto dimensionale sarà sostenuto da più leve. Da un lato, l’aumento della produttività dei negozi esistenti, con l’obiettivo di portare il fatturato per metro quadrato tra 9.000 e 12.000 euro grazie all’adozione dei nuovi concept. Dall’altro, un’espansione fisica mirata di circa 30.000 metri quadrati, tra ampliamenti, trasferimenti e nuove aperture.
A queste direttrici si aggiunge l’introduzione in Belgio del format di prossimità Intermarché Express, con una ventina di punti vendita previsti entro il 2030 nelle aree urbane. Un modello che punta a intercettare i flussi cittadini e a rafforzare la presenza del gruppo nei centri ad alta densità. In un contesto competitivo dominato da player consolidati e caratterizzato da pressioni sui costi e sui margini, Intermarché gioca dunque una partita complessa, in cui la capacità di integrare acquisizioni, migliorare l’efficienza operativa e adattare i formati distributivi sarà decisiva per centrare gli obiettivi dichiarati.



















