Nel mercato grocery britannico la caccia al prezzo continua a orientare le scelte dei consumatori e a ridisegnare gli equilibri tra insegne. Secondo i dati di Wordpanel by Numerator relativi alle 12 settimane chiuse il 19 aprile 2026, sono Ocado e Lidl i player con la crescita più sostenuta.
Il discounter tedesco registra un aumento delle vendite dell’8,8%, portando la quota di mercato a un livello record dell’8,4%, in crescita rispetto all’8,0% di un anno fa. Un risultato accompagnato da un’espansione significativa della base clienti: oltre mezzo milione di nuovi shopper nel periodo, più di qualsiasi altro retailer, che consente a Lidl di affiancarsi nuovamente a Morrisons.
Ancora più marcata la performance di Ocado, che segna un +11,3% delle vendite, confermandosi l’insegna a più rapida crescita in assoluto e portando la propria quota al 2,2%, in aumento di 0,2 punti percentuali su base annua. Un segnale della tenuta del canale online, nonostante un contesto complessivamente prudente.
Tra i big tradizionali, Tesco e Sainsbury’s consolidano il percorso positivo già emerso dai risultati annuali: Tesco cresce del 4,3% e sale al 28,1% di quota, mentre Sainsbury’s segna un +4,5% raggiungendo il 15,5%.
Più contenuta la dinamica degli altri operatori. Morrisons si ferma a un +1,1%, mantenendo una quota dell’8,4% in linea con Lidl, mentre Asda resta stabile all’11,6%. Aldi cresce dell’1,2% con una quota ferma al 10,6%, Iceland sale del 2,1% al 2,3%, e Co-op si attesta al 5,1%.
Nel segmento premium, Waitrose registra un +3,8% mantenendo il 4,6% del mercato, mentre le vendite food di Marks & Spencer crescono del 7,3%, confermando il buon posizionamento nell’alto di gamma.
Nel complesso, il mercato grocery britannico resta però debole: nelle quattro settimane al 19 aprile le vendite take-home crescono appena dello 0,9% su base annua. L’inflazione like-for-like si attesta al 3,8%, in rallentamento, segnale che le tensioni legate al conflitto in Medio Oriente non si sono ancora trasferite in modo significativo sui prezzi a scaffale.
Nonostante ciò, il comportamento d’acquisto resta fortemente orientato al risparmio. La spesa su prodotti in promozione cresce del 7,8% anno su anno, mentre quella sui prodotti a prezzo pieno cala dello 0,2%. La quota di spesa promozionale raggiunge il 31,3%, in aumento costante da luglio 2023.
A trainare il fenomeno sono soprattutto i tagli di prezzo: quattro sterline su cinque spese in promozione riguardano riduzioni dirette, più che meccaniche di multi-buy, che tendono ad aumentare il valore del carrello.
“Le famiglie britanniche sono preoccupate per l’impatto del conflitto in Medio Oriente sui prezzi dei beni quotidiani”, ha spiegato Fraser McKevitt, responsabile retail e consumer insights di Wordpanel by Numerator, sottolineando come la pressione già avvertita sui carburanti stia spingendo i consumatori verso offerte e sconti.
Un contesto che potrebbe ulteriormente complicarsi nei prossimi mesi: proprio Sainsbury’s, nel recente aggiornamento al mercato, ha avvertito gli investitori che le tensioni geopolitiche potrebbero riflettersi negativamente sulla redditività. Un segnale che conferma come, anche in presenza di inflazione in rallentamento, la leva prezzo resti centrale nella competizione tra insegne.


















