Nel 2026 Dia rafforza in modo significativo la propria strategia di approvvigionamento locale nel comparto lattiero-caseario, mettendo a terra un piano industriale che prevede l’acquisto di circa 200 milioni di litri di latte provenienti da fornitori spagnoli e accompagnando questa scelta con una decisione netta sul fronte dell’offerta, ovvero garantire che il 100% del latte a marchio proprio commercializzato nei propri punti vendita sia di origine nazionale.
Si tratta di un orientamento che si inserisce in una traiettoria già avviata negli ultimi anni e che nel 2026 registra un’ulteriore accelerazione, con un incremento di circa il 4% dei volumi di latte di origine spagnola rispetto all’anno precedente, a testimonianza di una strategia che punta a coniugare qualità percepita, trasparenza della filiera e sostegno concreto al comparto zootecnico locale.
In questo contesto, il latte continua a rappresentare uno dei prodotti cardine della spesa alimentare delle famiglie spagnole, non solo per il suo valore nutrizionale – grazie all’apporto di calcio, proteine e vitamine – ma anche per la sua versatilità all’interno della dieta quotidiana, mantenendo un ruolo centrale in tutte le fasce di consumo e in tutte le età.
Sul piano economico, l’impegno della società si traduce in un investimento complessivo pari a circa 180 milioni di euro destinati nel 2026 all’acquisto di latte di origine 100% Spagna, di cui ben 117 milioni legati alle referenze a marchio privato, configurando così una leva strategica che rafforza il legame con il territorio e contribuisce a sostenere la stabilità e la redditività della filiera agricola e industriale nazionale.
Dal punto di vista della geografia produttiva, la Galizia si conferma il principale hub di approvvigionamento con circa 100 milioni di litri, seguita da altre aree chiave come Castiglia e León, Catalogna, Asturie e Paesi Baschi, delineando una mappa articolata che riflette la distribuzione della produzione lattiera nel Paese e la capacità della distribuzione moderna di integrarsi con i diversi distretti territoriali.
Questa rete si fonda su una collaborazione strutturata con operatori di primo piano del settore, tra cui Larsa, Leyma e Feiraco in Galizia, ATO, Llet Nostra e Letona in Catalogna, Gaza in Castiglia e León, Kaiku nei Paesi Baschi e Covap in Andalusia, oltre alla presenza di marchi consolidati come Asturiana, Puleva e Pascual, contribuendo a costruire una catena di fornitura solida, diversificata ed efficiente.
All’interno della categoria, la marca privata continua a rappresentare un driver fondamentale, arrivando a incidere per circa il 65% delle vendite complessive di latte e confermando il ruolo sempre più centrale delle private label nella strategia commerciale della GDO, sia in termini di marginalità sia di fidelizzazione del cliente.
Tra le referenze più performanti emerge in particolare la linea di latte fresco Dia Láctea, nelle varianti intera e parzialmente scremata, che nel 2025 ha registrato una crescita del 37% raggiungendo i 5,6 milioni di litri venduti, evidenziando una dinamica positiva che si inserisce nel più ampio trend di valorizzazione dei prodotti freschi e a filiera corta.
Parallelamente, l’azienda continua ad adattare il proprio assortimento alle nuove abitudini di consumo, con una crescente incidenza delle referenze senza lattosio e delle varianti arricchite con proteine, intercettando così una domanda sempre più orientata al benessere, alla funzionalità nutrizionale e alla personalizzazione dell’offerta alimentare.
L’intero progetto si inserisce nel Piano di sostenibilità 2026-2029 “El valor de cada Dia”, attraverso il quale la società intende rafforzare il proprio impatto positivo sulle comunità locali, consolidando una rete di collaborazione che supera i 1.100 fornitori nazionali ai quali viene destinato il 96% del volume complessivo degli acquisti.
Un modello che si fonda su una presenza capillare sul territorio, con oltre 2.300 punti vendita e un canale e-commerce in grado di raggiungere l’84% delle famiglie spagnole, contribuendo a sostenere occupazione, imprenditorialità e sviluppo economico sia nelle aree rurali sia nei contesti urbani.
Nel complesso, l’impatto generato lungo la filiera supera i 7 miliardi di euro e coinvolge settori chiave come allevamento, agricoltura, industria manifatturiera, logistica e servizi, evidenziando il ruolo della distribuzione moderna non solo come canale commerciale ma come vero e proprio motore industriale capace di attivare valore diffuso e rafforzare la competitività del sistema agroalimentare nazionale.



















