Il modello discount torna alle origini per difendere margini e competitività. Aldi Süd prepara infatti un piano di riduzione dei costi che passa sia da un taglio significativo dell’organico sia da una revisione profonda dell’assortimento, con l’obiettivo di semplificare la macchina operativa e aumentare l’efficienza.
Secondo quanto riportato dalla stampa tedesca, il gruppo prevede di eliminare oltre mille posti di lavoro nell’arco dei prossimi due anni, concentrando gli interventi soprattutto nelle funzioni centrali e nell’IT presso la sede di Mülheim. Una scelta che riflette la volontà di snellire la struttura organizzativa e riportare il focus sulle attività core del business.
Il ridisegno organizzativo passa anche attraverso una crescente esternalizzazione di funzioni considerate non strategiche. Ambiti come acquisti, risorse umane e contabilità vengono progressivamente affidati a partner esterni, mentre alcune attività di supporto sono in fase di trasferimento verso Salisburgo, in Austria, in un’ottica di ottimizzazione dei costi e di maggiore specializzazione.
Parallelamente, il retailer accelera sulla razionalizzazione dell’assortimento, invertendo parzialmente la strategia degli ultimi anni che aveva visto un ampliamento dell’offerta, in particolare nei freschi e nelle referenze locali. Il nuovo indirizzo punta invece a una riduzione delle varianti e a una maggiore standardizzazione delle gamme.
Nel concreto, questo si traduce nell’uscita di scena di diversi marchi premium e in una semplificazione anche delle private label, da sempre asse portante del modello Aldi. L’obiettivo è ridurre la complessità gestionale e migliorare la redditività per singola referenza, aumentando il fatturato medio per SKU.
Dal punto di vista operativo, la logica è chiara: meno prodotti, ma con rotazioni più elevate e una supply chain più efficiente. Un eccesso di varianti simili, infatti, genera costi aggiuntivi lungo tutta la filiera, dalla logistica alla gestione degli scaffali, fino alla pianificazione degli acquisti.
La revisione dell’assortimento si inserisce in un contesto più ampio di pressione sui margini per il retail europeo, tra inflazione dei costi, volatilità delle materie prime e crescente sensibilità dei consumatori al prezzo. In questo scenario, il ritorno a un modello più essenziale rappresenta per Aldi una leva per preservare la propria competitività nel canale discount.
Nonostante la portata delle indiscrezioni, l’azienda non ha rilasciato commenti ufficiali sulle misure in corso. Resta però evidente come il gruppo stia riposizionando il proprio assetto operativo per affrontare una fase di mercato più complessa, puntando su efficienza, focalizzazione e disciplina dei costi.



















