B&G Foods archivia il primo trimestre 2026 con ricavi in calo e una perdita netta significativa, in un passaggio segnato però da una profonda ridefinizione del portafoglio, dopo la cessione del business Green Giant U.S. Frozen e l’acquisizione dei marchi College Inn e Kitchen Basics. Il gruppo alimentare statunitense, proprietario di oltre 50 marchi tra cui Crisco, Ortega, Green Giant, Cream of Wheat, Dash, College Inn e Kitchen Basics, ha registrato vendite nette per 408,9 milioni di dollari, in flessione del 3,9% rispetto ai 425,4 milioni del primo trimestre 2025, principalmente per effetto delle dismissioni di Green Giant surgelati negli Stati Uniti, Le Sueur negli Usa e Don Pepino.
Al netto delle operazioni straordinarie, tuttavia, il business comparabile ha mostrato una crescita del 2,8%, raggiungendo 365,1 milioni di dollari, grazie all’aumento dei volumi, al contributo dei prezzi e del mix e a un effetto valutario positivo. Nel trimestre sono entrate nei conti anche le prime due settimane di College Inn e Kitchen Basics, acquisite il 19 marzo 2026, con un apporto di 2,9 milioni di dollari alle vendite, mentre la cessione di Green Giant U.S. Frozen, completata il 2 marzo, ha inciso negativamente sui ricavi, pur essendo parzialmente compensata dal nuovo accordo di co-manufacturing con l’acquirente, che ha generato 8,5 milioni di dollari.
Il margine lordo è sceso a 79,9 milioni di dollari, pari al 19,5% delle vendite, contro il 21,2% dell’anno precedente, mentre il risultato netto è stato negativo per 32,5 milioni di dollari, pari a una perdita di 0,41 dollari per azione diluita, rispetto all’utile di 0,8 milioni registrato nel primo trimestre 2025. Sul risultato ha pesato in particolare una perdita da cessione di asset pari a 36,3 milioni di dollari, legata soprattutto all’uscita dal business Green Giant surgelati negli Stati Uniti, insieme alla contrazione dei ricavi e all’aumento dei costi connessi ad acquisizioni, dismissioni e oneri non ricorrenti.
Su base rettificata, tuttavia, l’utile netto è quasi raddoppiato, salendo a 6,8 milioni di dollari, mentre l’utile per azione rettificato è passato da 0,04 a 0,08 dollari; l’Ebitda rettificato si è attestato a 57,6 milioni di dollari, in calo del 2,5%, ma con un’incidenza sulle vendite del 14,1%, leggermente superiore al 13,9% di un anno prima. A livello di divisioni, Specialty ha registrato vendite per 130,8 milioni di dollari, in calo del 2,7%, con Ebitda rettificato in diminuzione del 22,1%, penalizzato dalla cessione di Don Pepino, dall’aumento dei costi delle materie prime, dalle spese manifatturiere e dall’impatto dei dazi.
Meals è cresciuta dello 0,9% a 107,1 milioni di dollari, sostenuta dall’ingresso di College Inn e Kitchen Basics e dal contributo dei prezzi e del mix, ma l’Ebitda rettificato è sceso del 20,1% per effetto dell’aumento di alcuni costi industriali, delle spese promozionali e degli investimenti di marketing diretto su alcuni marchi. Frozen & Vegetables ha visto le vendite ridursi del 23,7% a 71 milioni di dollari, per effetto delle dismissioni di Green Giant U.S. Frozen e Le Sueur negli Stati Uniti, ma l’Ebitda rettificato è tornato positivo a 4,6 milioni, grazie a minori costi produttivi, cambi favorevoli e al nuovo accordo di co-manufacturing. In controtendenza Spices & Flavor Solutions, che ha aumentato le vendite del 9,1% a 100,1 milioni di dollari e l’Ebitda rettificato del 13,1%, trainata da volumi più alti, prezzi e mix favorevoli, nonostante l’incremento dei costi di alcune materie prime, in particolare aglio e pepe nero, e l’impatto dei dazi.
B&G Foods ha inoltre annunciato il taglio del dividendo annuale previsto, da 0,76 a 0,38 dollari per azione, una scelta che si inserisce nel percorso di riequilibrio finanziario e rifocalizzazione del gruppo dopo le operazioni sul portafoglio. Per l’intero esercizio 2026, la società ha rivisto la guidance, indicando ricavi attesi tra 1,735 e 1,775 miliardi di dollari, Ebitda rettificato tra 275 e 290 milioni e utile rettificato per azione tra 0,575 e 0,675 dollari. Secondo l’amministratore delegato Casey Keller, il trimestre ha segnato “passi importanti” nel ridisegno del portafoglio per una maggiore sostenibilità e competitività di lungo periodo, con risultati giudicati complessivamente in linea o superiori alle attese e una crescita del business comparabile del 2,8%.



















