Tesco rivede le ricette contro gli alimenti ultra-processati e limita gli additivi nella private label

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Tesco rafforza la propria politica sugli alimenti ultra-processati, portando da 65 a 114 il numero degli additivi vietati o sottoposti a restrizioni nelle gamme a marchio proprio, con l’obiettivo di semplificare le liste degli ingredienti e rispondere alla crescente attenzione dei consumatori verso la composizione degli alimenti trasformati.

Gli alimenti ultra-processati contengono spesso ingredienti non comunemente presenti nelle dispense domestiche, come conservanti, dolcificanti ed emulsionanti, e comprendono numerose categorie, dai piatti pronti alle bevande gassate, mentre un loro consumo elevato è stato associato a un maggiore rischio di obesità, patologie cardiache e diabete di tipo 2, sebbene la classificazione e gli effetti dei singoli ingredienti continuino a essere oggetto di confronto scientifico.

Tra le sostanze completamente escluse dalle referenze a marchio Tesco figurano i coloranti artificiali, l’aspartame e il glutammato monosodico, mentre per altri additivi, tra cui i mono e digliceridi degli acidi grassi, sono state introdotte limitazioni e avviati ulteriori approfondimenti con i fornitori per individuare possibili alternative.

Secondo una ricerca condotta dalla maggiore catena di supermercati del Regno Unito, l’81% dei clienti sta cercando di ridurre la quantità di alimenti ultra-processati consumati, ma molti dichiarano di avere difficoltà a orientarsi tra ingredienti, etichette e classificazioni, un’incertezza che ha spinto l’insegna a rendere più chiare le proprie indicazioni.

«Rendere il cibo sano e prodotto in modo sostenibile accessibile e conveniente per ogni famiglia è una priorità per Tesco», ha dichiarato Alice Ritchie, responsabile per le diete sane e sostenibili del gruppo, spiegando che l’azienda sta lavorando per riformulare i prodotti, migliorarne il profilo nutrizionale e fornire ai produttori a marchio proprio indicazioni più precise sull’impiego degli additivi.

Secondo Ritchie, le esigenze legate alla salute stanno modificando il modo in cui le persone fanno la spesa e l’attenzione verso gli alimenti ultra-processati ha ormai superato la dimensione di una semplice tendenza, diventando un elemento capace di influenzare concretamente le decisioni di acquisto e le strategie delle aziende alimentari.

Tesco continuerà quindi a collaborare con i propri fornitori per riformulare le referenze a marchio e ridurre la presenza delle sostanze considerate non essenziali, privilegiando, quando possibile, ingredienti familiari e comunemente presenti nelle cucine domestiche.

Gli additivi dovranno essere utilizzati nella quantità minima necessaria per garantire la sicurezza alimentare, la durata di conservazione e la qualità dei prodotti, mantenendo così un equilibrio tra la richiesta di ricette più semplici e le esigenze legate alla produzione e alla distribuzione su larga scala.

La catena ha inoltre introdotto nella propria piattaforma di spesa online un filtro che consente ai clienti di cercare gli articoli privi di additivi, affiancando questa nuova funzione a quelle già disponibili per esigenze alimentari, stili di vita e allergeni.

L’ampliamento dell’elenco degli additivi vietati o limitati rientra nella più ampia strategia del retailer per favorire abitudini alimentari considerate maggiormente equilibrate, attraverso interventi che riguardano sia la composizione dell’assortimento sia gli strumenti messi a disposizione dei consumatori.

Attualmente il 65% delle vendite alimentari realizzate da Tesco nel Regno Unito e nella Repubblica d’Irlanda riguarda prodotti classificati dall’azienda come salutari, mentre dal 2022 le vendite di frutta e verdura sono aumentate del 10%.

Parallelamente prosegue la riformulazione dell’assortimento a marchio proprio attraverso la riduzione di grassi, sale e zuccheri e l’aumento della presenza di verdure, proteine e fibre nelle ricette, cercando di migliorare il profilo nutrizionale senza compromettere gusto, conservazione, qualità e accessibilità economica dei prodotti.

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